Salute Cantù / Via Domea, 4

Cantù, all'ospedale Sant'Antonio Abate il centro specializzato per i malati di Sla

La visita dell'assessore regionale Gallera per fare il punto sui lavori del blocco operatorio

Istituito all'ospedale di Cantù il centro per curare i malati di sla

Nasce all'ospedale di Cantù il centro ambulatoriale per la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica.

Attivo dal 2007 come servizio ambulatoriale per pazienti affetti da SLA appartenente al reparto di Riabilitazione Cardiorespiratoria “P. Giancola” del Sant’Antonio Abate di Cantù, è stato “promosso” a “Centro ambulatoriale per il trattamento multidisciplinare per i pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica”.

Lo ha istituito l’Azienda socio sanitaria territoriale Lariana a seguito dell’analisi della casistica, della tipologia e quantità delle prestazioni di diagnosi e cura offerte a partire dall'anno in cui è iniziata l’attività.

Alla cerimonia inaugurale di martedì 17 ottobre 2017 è intervenuto anche l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, per la prima volta in visita ufficiale al presidio di via Domea.

Il Centro

Il Centro per i pazienti affetti da SLA è gestito dall’Unità Operativa di Riabilitazione Cardiorespiratoria “P. Giancola”, diretta da Antonio Paddeu, ed è collocato nel Padiglione “P”, al secondo piano.

Dal 2007 a oggi il Centro ha seguito 145 pazienti provenienti in prevalenza dalla provincia di Como e da quelle vicine.
Al momento sono 42 i malati seguiti al domicilio mediante monitoraggio saturimetrico con trasmissione dei dati all’ospedale.

“In questi anni – ha sottolineato il primario Paddeu – abbiamo lavorato per garantire una risposta specifica, opportuna, utile e tempestiva alle richieste dei pazienti affetti da SLA. Ci occupiamo del monitoraggio degli effetti che la malattia crea sull'apparato respiratorio, di garantire una presa in carico globale e multidisciplinare dei malati coordinando le diverse figure specialistiche coinvolte, fornire informazioni su eventuali problemi insorti a domicilio, mettere in relazione i servizi territoriali e redigere un registro dei dati inerenti la patologia. Fondamentale, poi, è la collaborazione con l’area di degenza, che si trova al terzo piano, per una miglior presa in carico in caso di ricovero”. A tutto ciò si aggiunge il follow up respiratorio al domicilio: “E’ importantissimo – ha spiegato Paddeu –, in quanto la morte dei pazienti avviene in oltre l'80% dei casi per patologie respiratorie acute curabili che in questo modo possono essere diagnosticate precocemente”.
 

Il nuovo blocco operatorio

La visita dell’assessore Gallera è stata l’occasione per un sopralluogo nel cantiere del nuovo Blocco Operatorio del presidio, in costruzione sopra al Pronto Soccorso.

La nuova piastra chirurgica ospiterà tre sale operatorie, più una da completarsi in tempi successivi, una sala preparazione e risveglio pazienti, locali tecnici e per il personale, spogliatoio, magazzini e una nuova centrale di sterilizzazione, adiacente al blocco.
Per la sua realizzazione è stato necessario un investimento di 3 milioni di euro dello Stato e 200mila dalla Regione.
Inoltre, Regione Lombardia ha recentemente stanziato per il presidio di via Domea 2 milioni 26mila euro per la costruzione di ponti e passerelle di raccordo fra gli edifici “G”, “O” e ”P”, ai fini antincendio, per l’adeguamento antincendio e antisismico degli edifici “G”, “M” “P” e per la realizzazione di una centrale antincendio.

Per quanto riguarda lo stato di avanzamento dei lavori, le opere strutturali e di consolidamento, fatta eccezione della scala di sicurezza lato nord, sono concluse, così come le facciate ai lati est ed ovest. La facciata sud verrà completata nel mese di ottobre dopo il montaggio del serramento esterno con i relativi frangisole. Internamente le opere divisorie sono state completate per quanto riguarda delle strutture di sostegno. Le placcature e i rivestimenti sono oltre il 50%. Il locale tecnico è completato ed entro il mese di ottobre, a seguito della realizzazione del pavimento in cemento, potrà ospitare i primi componenti impiantistici. Le opere meccaniche sono partite alla fine del mese di settembre e si concluderanno con la fine dell'anno, quelle elettriche viaggiano parallelamente con un cronoprogramma che prevede circa quattro mesi di lavoro. A cascata seguiranno finiture e completamenti.

Il centro di Procreazione medicalmente assistita

Il sopralluogo del 17 ottobre ha toccato anche il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita, di cui è responsabile Marco Claudio Bianchi. Il servizio, istituito vent'anni fa, si distingue per il metodo multidisciplinare nel seguire le coppie con difficoltà nella procreazione e per una profonda umanizzazione nel trattare le problematiche relative alla fertilità.

Punto di forza del Centro canturino è l’offerta di un servizio di consulenza completo che comprende le visite ginecologiche, andrologiche, il consulto psicologico, accertamenti genetici ed endocrinologici e altre consulenze specialistiche.

La PMA di Cantù è un servizio dove viene svolta attività diagnostica e terapeutica di primo e secondo livello. Inoltre, è centro per la crioconservazione dei gameti maschili e femminili e degli embrioni.

Nell’ultimo triennio sono stati oltre 250 i bimbi nati grazie al Centro di via Domea.

Per il presidio di Cantù le novità non finiscono qui. Sono in corso i lavori per adattare alcuni locali adiacenti il Cup a ospitare il Centro Vaccinale di Cantù, attualmente collocato in via Cavour in un edificio di proprietà del Comune.

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