Cantù, novità in ospedale: nuovo primario ed ecografia in 3D

Cantù. Importanti novità all’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù. La prima riguarda l’arrivo del nuovo primario del pronto soccorso, la dottoressa Alessandra Farina, già responsabile del pronto soccorso “Sacra Famiglia “ del Fatebenefratelli di...

Cantù. Importanti novità all’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù. La prima riguarda l’arrivo del nuovo primario del pronto soccorso, la dottoressa Alessandra Farina, già responsabile del pronto soccorso “Sacra Famiglia “ del Fatebenefratelli di Erba, che prende il posto del dottor Espurio andato in pensione. Con l’arrivo della dottoressa Farina, il pronto soccorso di Cantù ha in attivo 13 medici. Altra novità riguarda l’arrivo di un ecografo fetale in 3 e 4D. Questo strumento permette di vedere il profilo del feto e alcune malformazioni cerebrali o cardiache che fino ad oggi non era possibile visualizzare con il semplice ausilio del bidimensionale: "Le immagini permettono di vedere il bambino che si mette il dito in bocca, sorride o sbadiglia, oltre che visualizzare con precisione gli organi. Il bidimensionale, invece, riesce solo a darti il “sospetto” qualora ci sia una malformazione nel feto", ha dichiarato il dottor Diego Riva, primario di Ostetricia e Ginecologia.

La tecnologia in 3D è in uso già da una decina d’anni, ma era riservata a strutture molto elevate. Finalmente anche Cantù avrà questo tipo di supporto. Ma le novità non sono finite. Dal 15 ottobre, infatti, è stata attivata la guardia chirurgica notturna. Come sottolineato dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera comasca Marco Onofri, il chirurgo era reperibile in ospedale fino alle 20. Dopo quest’orario era possibile contattarlo al suo domicilio privato: "E’ fondamentale per un ospedale avere un chirurgo in servizio 24 ore su 24", ha dichiarato Onofri. Sembra che i progetti non finiscano qui. Il direttore sanitario Giuseppe Brazzoli, infatti, ha dichiarato che sarà avviata una collaborazione in Otorinolaringoiatria con il Sant’Anna di Como,ovvero uno scambio di medici tra un presidio e l’altro con delle vere e proprie equipe di medici integrati. Altra importante novità, riguarda l’aumento di 20 posti letto per la struttura di Mariano Comense, anche se per questo progetto si dovrà ancora aspettare un po’. In pratica si tratta di una struttura pensata per il ricovero e l’uscita dei sub-acuti, ovvero di tutti quei pazienti che si trovano in una via di mezzo fra la degenza e il ricovero. Il concetto di fondo è che l’azienda ospedaliera non finisce dietro le mura dell’ospedale, ma ha tutto l’interesse possibile a seguire anche al di fuori della struttura tutti quei pazienti che, per un motivo o per un altro, non sono ancora del tutto pronti a tornare a casa.

Irene Savasta

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