Salute

Campione, convegno sulle ludopatie: 88 persone in cura all'Asl

Nel 2006 erano solo 2 le persone in cura all'Asl di Como per la dipendenza da gioco d'azzardo. Nel 2013, fino ad oggi, sono già 88. Un aumento esponenziale che esige una riflessione e, perché no, un dibattito. Ed è quanto ha voluto organizzare il...

Casinò di Campione d'Italia convegno " Non mettiamo in gioco la salute - Rimedi concreti alla ludopatia " organizzato dal Lions Club Como-8

Nel 2006 erano solo 2 le persone in cura all'Asl di Como per la dipendenza da gioco d'azzardo. Nel 2013, fino ad oggi, sono già 88. Un aumento esponenziale che esige una riflessione e, perché no, un dibattito. Ed è quanto ha voluto organizzare il Casinò di Campione d'Italia con il convegno di sabato 23 novembre 2013 nella sala da gioco grazie al meeting organizzato con il contributo dei Lions Club milanesi, comaschi e ticinesi. L'amministratore delegato del Casinò Campione d'Italia, Carlo Pagan, ha sottolineato l'importanza del "filtro dell'ingresso, storico strumento dei casinò, la più efficace garanzia" per assicurarsi che soggetti deboli non varchino la soglia dei casinò che, come tutte le imprese "hanno interesse ad avere giocatori soddisfatti". Riflessioni assai critiche per il settore delle sale slot (come quelle presenti nei bar) il cui ingentissimo giro d'affari - in Italia 86 miliardi di euro - non può più prescindere da "punti vendita" di un "minimo dimensionale" tale da consentire il "massimo di prevenzione" che, invece, non si può pretendere dall'addetto a un qualunque bar. Il facile accesso all'azzardo può indurre la transizione dal gioco "sociale" al gioco problematico, a quello patologico. Un "inferno", ha prospettato lo psichiatra Michele Sforza, che "travalica il vizio e sfocia nella malattia con corollario di conflitti familiari, ansia, depressione, disturbi fisici".

Esperienze giurisprudenziali sono state riferite da Marco Mancini del Tribunale di Como, mentre Raffaela Olandese, che dirige il Dipartimento dipendenza dell'ASL lariana, ha tratteggiato l'identikit del malato d'azzardo (45-50 anni d'età, soprattutto maschio, spesso lavoratore dipendente, ma non mancano sia casalinghe che pensionati), ma soprattutto ha segnalato la progressione del numero di chi ha chiesto di essere assistito: da 2 nel 2006 a 88, finora, quest'anno. Infine Walter Migliore, past governatore Lions, ha segnalato l'attività congiunta del club di servizio con il Rotary nelle scuole per la prevenzione delle ludopatie, non senza un appello perché a quello della Regione si sommi l'intervento dello Stato.

Presenti al convegno anche il prefetto di Como, Michele Tortora, e il sindaco di Campione Maria Paola Mangili Piccaluga che in apertura della giornata ha tenuto a sottolineare che "la scelta della location non è casuale, ma frutto della considerazione che Comune e Casinò hanno da sempre prestato al gioco d'azzardo patologico e delle diverse iniziative che si sono già proposte su questo tema facendo diventare Campione d'Italia un punto di riferimento significativo per coloro che vivono il problema sociale, di dimensioni ormai rilevanti, prodotto dal gioco d'azzardo patologico".

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