Come scoprire le nuove droghe con le analisi di sangue, urine e capelli: test innovativi al Sant'Anna di Como

Il metodo consente di individuare oltre 200 nuove sostanze stupefacenti in 35 minuti ed è utilizzato soprattutto in caso di incidenti o di malori di giovanissimi

Repertorio

Si chiamano Shaboo, Popper, Ketamina, Salvia Divinorum, Burundanga e sono solo alcune delle 450 nuove droghe attualmente in circolazione a cui forze dell’Ordine ed esperti danno la caccia.

Il Laboratorio di Tossicologia dell’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia, che dal 2017 collabora in questo ambito con l’Istituto Superiore di Sanità, ha messo a punto un’innovativa metodica che consente di scoprire nel sangue, nei capelli, nell'urina e nella bile un panel di oltre 200 nuove sostanze in circa 35 minuti. Il metodo, presentato nel corso del convegno "Aspetti medico-legali e sociali tra vecchie e nuove sostanze", svoltosi venerdì 30 novembre 2018 nel presidio, si utilizza, ad esempio, in caso di incidente stradale e di malori in giovani e giovanissimi portati dai genitori o dal 118 in Pronto Soccorso.

Le nuove sostanze psicoattive sono pericolose perché possono provocare intossicazioni anche mortali e perché si possono acquistare liberamente in Internet. Non sono infatti inserite nell’elenco delle sostanze stupefacenti e quindi il loro utilizzo non è perseguibile dalla legge. L’utenza dello sballo le utilizza da sole o associate alle vecchie droghe come cannabis o cocaina o insieme ad alcool.

“Questa metodica – spiega Luca Ferlin, biologo del Laboratorio Analisi del presidio con specializzazione in Farmaco-tossicologia e con incarico di Alta Specializzazione -, perfezionata con la collaborazione del personale tecnico della Tossicologia, permette di poter identificare in poco tempo oltre che le principali sostanze d’abuso anche le Nuove Sostanze Psicoattive, ma, soprattutto, è aggiornabile con tutte quelle molecole che il Sistema di Allerta Precoce segnala ai centri di riferimento come la nostra Asst”.

Nella foto, da sinistra Giuseppe Catanoso, primario del Laboratorio Analisi, Fabio Banfi, direttore sanitario dell'Asst Lariana, e Luca Ferlin, il biologo specializzato in farmaco-tossicologia che ha messo a punto il sistema

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Ospedale Sant'Anna premiato per il nuovo metodo di analisi

Un riconoscimento ufficiale di questo metodo è arrivato dal 4° Congresso Nazionale della Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio, svoltosi nei giorni scorsi a Catania. Ferlin e il suo staff tecnico di Laboratorio Biomedico hanno vinto un premio speciale SIPMeL con la comunicazione orale: “Hair analisys with LC-MS/MS. A method for basic and acid compounds with THC-COOH detection limit of 0,1 pg/mg”.
“Il Sant’Anna – ha specificato Fabio Banfi, direttore sanitario dell’Asst Lariana – è una delle poche strutture ospedaliere in Italia ad avere queste competenze e collabora con le autorità giudiziarie, con le forze dell’ordine, l’Ats, i Sert e la casa circondariale. Intendiamo sviluppare e consolidare ulteriormente questo filone di attività anche alla luce della nostra collaborazione con l’Università dell’Insubria”.

Il metodo

Il metodo, introdotto un anno fa e ampliato negli ultimi mesi, è stato utilizzato già per 200 persone su richiesta dei due Pronto Soccorso e delle due Pediatrie dell’Asst. Si articola in tre fasi: la preparazione del campione, cioè la capacità di estrarre dalle diverse matrici (urina, sangue, capello e bile nei casi autoptici) le sostanze di interesse, la separazione cromatografica per ogni singola sostanza contenuta nel campione e la rilevazione tramite lo spettrometro di massa.

“Solo la combinazione di questi tre fattori – ha aggiunto Ferlin - ha permesso di poter individuare le NSP anche quando presenti in basse concentrazioni. Ad esempio, i fentanili sintetici sono da 200 a 1000 volte più potenti della morfina e quindi vengono assunti in quantità minime”.

Cosa sono le nuove droghe o nuove sostanze psicoattive

Definite anche Designer drugs (legal hights, smart drugs, club drugs e herbal hights), non sono altro che molecole inquadrabili in uno di questi gruppi:
• Molecole naturali chimicamente modificate, quindi già presenti in natura ma ingegnerizzate, es. i catinoni
• Molecole completamente nuove da un punto di vista chimico, ma in grado di produrre effetti psicotropi su recettori dove agiscono molecole già conosciute, ad esempio i fentanili o Spice
• Rivisitazione non farmacologica di sostanze utilizzate in ambito medico, come la ketamina, un anestetico usato in particolare in ambito veterinario.

“Unico denominatore di queste tre tipologie di sostanze – prosegue l’esperto - è l’impossibilità analitica della maggior parte dei laboratori di poterle identificare, con il risultato, voluto da chi le commercializza e le usa, di non essere scoperti ed eventualmente sanzionati. In pratica, l’analisi fornisce un falso negativo e causa inevitabilmente un’errata diagnosi in caso di intossicazione o di uso/abuso. Questo porta il paziente a essere inquadrato come psichiatrico e a cure non appropriate. Lo sviluppo della nostra metodica è di supporto per il medico che si deve fare carico del paziente e per una corretta diagnosi clinica”.

Nuove molecole

Sin dall’antichità l’uomo ha sempre cercato nell’uso di sostanze psicoattive un aiuto per sostenere la fatica e sedare le paure. “Da qui l’uso di alcol, oppio, piante e funghi allucinogeni – specifica Ferlin -. Basti pensare all’uso dell’Ayahuasca, del Kraton e del Peyote per atti divinatori da parte degli sciamani. Negli ultimi decenni la ricerca scientifica in ambito farmaceutico ha portato alla sintesi di nuove molecole che hanno permesso di migliorare la vita di molti pazienti affetti da patologie psichiatriche, come depressione, ansia e schizofrenia, con anche il risultato di comprendere la patogenesi di malattie neuro-degenerative studiando la natura chimica dei nostri neurotrasmettitori.
Purtroppo, nella continua ricerca di nuove molecole, ci si è trovati di fronte alla sintesi involontaria di nuove molecole psicotrope e/o stupefacenti, presenti sul mercato ma non inserite nell’elenco di quelle illegali, con effetti molto simili se non maggiori rispetto alle vecchie sostanze d’abuso”.

Il convegno del 30 novembre

L’evento formativo, di cui è responsabile scientifico Amneris Magella, direttore della Medicina Legale di Asst Lariana, è stato introdotto oltre che dalla dottoressa Magella anche dai colleghi Carlo Patriarca, direttore del Dipartimento dei Servizi e dell’Anatomia Patologica, e da Giuseppe Catanoso, direttore del Laboratorio Analisi.
Il convegno ha affrontato gli aspetti riguardanti l’applicazione della normativa degli articoli 186 e 187 del Codice della Strada grazie all’intervento del comandante della Polizia Locale del Comune di Cantù Vincenzo Aiello, cui è seguito l’intervento di Luca Ferlin sulla nuova metodica di individuazione delle nuove droghe e quello del tenente colonnello Adolfo Gregori, comandante della Sezione di Chimica Esplosivi ed Infiammabili dei RIS di Roma, che ha tracciato una mappatura della diffusione delle nuove sostanze sul territorio italiano. Il tema della valutazione dell’idoneità alla guida e il ruolo delle Commissioni Patenti sono stati illustrati da Antonio Vitello, direttore del Servizio di Medicina Legale dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano. Il convegno ha dato spazio a un approfondimento sul disagio giovanile e sull’abuso di sostanze in una tavola rotonda a cui hanno partecipato Carlo Alfredo Clerici dell’Università Statale di Milano, don Giuseppe Facchineri della Diocesi di Milano, Antonietta Sosio, docente, Raffaela Olandese, direttore dell’UOC Dipendenze dell'Asst Lariana, ed Elisa Roncoroni della Coop. Colce.

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