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Via del Dos, nuovo affondo del centrosinistra contro Rapinese

Bordate al sindaco anche su via Anzani dopo il dietrofront

Il centrosinistra non si arrende e torna sulla spinosa questione di via del Dos. Nonostante la tesi del sindaco, Alessandro Rapinese, a lungo argomentata ieri a Palazzo Cernezzi, i consiglieri di minoranza, Barbara Minghetti, Vittorio Nessi, Luca Vozella. Patrizia Lissi, Stefano Fanetti, Gabriele Guarisco e Stefano Legnani, tornano oggi all'attacco con un nuovo documento.

"Il consiglio comunale di ieri sera - scrivono nella nota - ha confermato che le promesse di campagna elettorale fatte da Rapinese stanno rapidamente evaporando di fronte alla realtà dei fatti.  Sul tema caldissimo della gestione delle vasche di via Del Dos da parte dell’associazione Colisseum annotiamo la precipitosa retromarcia del sindaco dopo aver promesso a gran voce la proroga del servizio durante la campagna elettorale. Inoltre, contrariamente alla più volte dichiarata disponibilità all’ascolto dei cittadini, dobbiamo registrare la netta chiusura nel dare voce ai rappresentanti dell’associazione e delle famiglie coinvolte dalla chiusura dell’impianto - prevista a fine mese - che da tempo chiedono un incontro con lui".

"Non solo - aggiungono - ieri sera i consiglieri hanno chiesto di poter intervenire, dopo la relazione del Sindaco e della dirigente Luciani, dato che le due mozioni presentate su via Del Dos sono state ritenute inammissibili (con alcuni dubbi sui motivi), di far parlare i rappresentanti di Colisseum o di poter sospendere il consiglio per permettere ai consiglieri di ascoltarli. Tutte e tre le richieste sono state negate (ove in anni passati  sono state concesse in situazioni analoghe)".

L’avete promessa anche voi la proroga, e sareste nella mia stessa condizione - ha detto in aula Rapinese rivolgendosi a Barbara Minghetti. La verità è che Barbara Minghetti, se fosse stata eletta, si sarebbe assunta le proprie responsabilità e, sulla base di pareri tecnici solidi e precisi, avrebbe, lavorato per tenere aperte le piscine, creando le condizioni in via straordinaria, di concedere la proroga per il periodo necessario, realizzando in tempi veloci, vista l’urgenza straordinaria di mantenere aperto un servizio pubblico essenziale, i lavori per mantenere in funzione almeno la piscina grande (messa in sicurezza delle finestre, allestimento infermeria, e cambio delle caldaie, già previsto) e, nello stesso tempo, procedendo alla stesura del nuovo bando per la sua gestione.
Perché la qualità della vita di quelle ragazze e quei ragazzi, bambini e adulti che frequentano via Del Dos, oltre che delle loro famiglie, merita in assoluto questa presa di responsabilità. La questione della sicurezza dell’impianto, oltretutto, è emersa soltanto di recente. Com’è possibile che il Comune abbia, mesi fa, messo a bando la gestione di una struttura, se questa non aveva i requisiti minimi di sicurezza? Quali strutture si pensa ora di utilizzare per le disabilità più gravi? A queste domande Rapinese non risponde".

Affondo anche su Via Anzani

"Era il 24 maggio scorso - scrivono ancora i consiglieri del centrosinistra - quando Rapinese diceva testualmente con un video girato direttamente sulla via: “Dal primo giorno nelle zone calde del nostro Comune vieterò il consumo di alcolici all’aperto e collaborerò con Questore e Prefetto affinché ogni balordo abbia al suo fianco, in divisa o in borghese, un angelo custode pronto a fargli apprezzare l’efficienza con la quale la Repubblica sa garantire la serenità alla propria cittadinanza”. E ancora il 20 giugno 2022 in via Anzani davanti ad una folla di cittadini, incalzato dalle domande dei presenti, annunciava un intervento da adottare subito in caso di vittoria: Stop alla vendita di alcolici dal pomeriggio in avanti, con un provvedimento che se sarò sindaco arriverà già entro fine giugno o al massimo ai primissimi di di luglio. Ieri sera, il ritorno alla realtà: “Non emetterò alcuna ordinanza anti alcolici in via Anzani – ha detto  in sintesi - perché, dopo essermi confrontato con il Prefetto, ho capito che non è lo strumento più adatto a contrastare la situazione di degrado della zona”. Non è passato neppure un mese. Il bando per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti non è stato revocato, Colisseum sarà sfrattato, le birre restano in via Anzani. In un’estate torrida le promesse elettorali stanno evaporando".


 

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