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Il vescovo: "Poca passione, intelligenza e solidarietà nell'amministrare Como"

Cinque anni fa esatti, il 28 gennio 2007, il vescovo Diego Coletti arrivava a Como alla guida della Diocesi. Cinque anni che coincidono, praticamente, con quelli del mandato politico del sindaco Stefano Bruni. Impossibile per i giornalisti, a tre...

Cinque anni fa esatti, il 28 gennio 2007, il vescovo Diego Coletti arrivava a Como alla guida della Diocesi. Cinque anni che coincidono, praticamente, con quelli del mandato politico del sindaco Stefano Bruni. Impossibile per i giornalisti, a tre mesi dalle elezioni, non chiedere un'opinione al vescovo su come sia cambiata la città. In meglio o in peggio? L'occasione per parlarne con lui è stata l'incontro organizzato questa mattina nella sede della Diocesi. Coletti ha incontrato la stampa comasca nel giorno del patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales. Una lunga e artioolata chiacchierata incentrata, a dire il vero, solo per una minima parte sui temi politici, dei quali qui diamo una sintesi (per tutti gli altri temi si rinvia al video integrale).

Va detto innanzitutto che Coletti, a domanda diretta su quali fossero eventuali indicazioni per la slezione di candidati sindaci e consiglieri, ha ribadito la neutralità della Diocesi, pur auspicando una "coerenza" da parte degli uomini e donne che sarano chiamati ad amministrare la città. Premesso questo, non sono mancate sfumature di critica nei confronti degli ultimi cinque anni del fare politica a Como. "Sono mancati coraggio, amore e passione - ha confermato Coletti - o meglio, risptto a una certa dose di amore e passione è mancata da un lato una più profonda intelligenza nel capire la complessità delle situazioni, dall'altro una più profonda solidarietà". In effetti una delle parole riferita ai politici che è ritornata più spesso nella conversazione con il vescovo è stata "individualismo".

"Credo di poter dire che le difficoltà di questa città - ha detto Coletti - sono sotto gli occhi di tutti. Per l'annodarsi di tanti problemi, logistici, amministrativi e industriali, la città ha attraversato cinque anni faticosi. L'auspicio è che ci si muova verso maggiori capacità di coinvolgimento e collaborazione. Quello che ha bloccato la città siano state divisioni che il cittadino medio ha stentato a capire".

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