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Urla, brioches e sbadigli: Irpef approvata dopo 12 ore di discussione

Tutta la notte fino al mattino per approvare la delibera sull'addizionale Irpef. La discussione in consiglio comunale a Como è iniziata alle 20.45 di ieri (martedì 23 22 luglio) ed è terminata alle 8.44 di oggi. Colpa o merito (a seconda del punto...

Tutta la notte fino al mattino per approvare la delibera sull'addizionale Irpef. La discussione in consiglio comunale a Como è iniziata alle 20.45 di ieri (martedì 23 22 luglio) ed è terminata alle 8.44 di oggi. Colpa o merito (a seconda del punto di vista, maggioranza o minoranza) dei 40 emendamenti e 70 subemendamenti presentati dai consiglieri della Lega Nord, Giampiero Ajani e Diego Peverelli. Per la seconda seduta di fila la maggioranza ha chiesto di andare a oltranza (cioè oltre mezzanotte e fino a votazione avvenuta). Questa volta, però, il sindaco Mario Lucini è stato affiancato da un numero di consiglieri di maggioranza sufficiente a garantire il numero legale. Nella minoranza sono rimasti tutta notte solo in cinque: Ajani, Peverelli, Sergio Gaddi, Alessandro Rapinese e Marco Butti (che hanno abbandonato l'aula intorno alle 6 del mattino).

Per affrontare il tour de force sono arrivate in aiuto le brioches intorno alle 3 del mattino. Il primo a portarle in aula è stato Rapinese che è andato a comprarle al fornaio di via Borgovico e le ha distribuite ai consiglieri di opposizione. Vedere quelle calde e gustose brioches ha fatto venire il languorino anche ai consiglieri di maggioranza che hanno fatto una piccola colletta per mandare il messo comunale allo stesso fornaio. Poco dopo anche nei banchi della maggioranza i consiglieri sgranocchiavano il "rinforzino" in vista di quella che si è rivelata una delle più lunghe maratone consiliari di sempre a Palazzo Cernezzi.

La serata non ha visto interventi da parte della maggioranza la cui intenzione era evidentemente di andare al voto e chiudere quanto prima la questione Irpef. Per questo motivo è stata chiesta l'oltranza. A parlare tutta notte sono stati principalmente Ajani e Peverelli che hanno esposto i contenuti degli emendamenti (tutti bocciati) e dei relativi subemendamenti. A sostenere i leghisti sono rimasti Gaddi, Rapinese e Butti che non hanno mancato di intervenire, spesso, però, ripetendo gli stessi concetti. "Il nostro obiettivo - ha ribadito più volte Gaddi - è impedire l'aumento delle tasse da parte dell'amministrazione Lucini. Questo motivo è abbastanza per restare a combattere in quest'aula anche per mesi". Per Rapinese la serata senza interventi da parte della maggioranza "è la dimostrazione che non c'è intenzione di dialogare e confrontarsi".

Molti degli emendamenti sono stati esposti da Ajani prendendo spunto dal programma elettorale del sindaco che per tutta la sera è stato definito da Ajani come "la Bibbia del Comune di Como".

Non sono mancati momenti di agitazione e di scontro con urla e battibecchi. Protagonisti di uno di questi sono stati Peverelli e l'assessore Marcello Iantorno. In un suo intervento Peverelli ha espresso commenti e valutazioni sull'esito della seduta precedente in cui la maggioranza ha lasciato l'aula nonostante avesse chiesto la discussione a oltranza. "E questa sera avete chiesto ancora l'oltranza - ha detto Peverelli - volete fare come la scorsa seduta in cui avete abbandonato il sindaco? Mi ha fatto tenerezza il sindaco, abbandonato da tutta la maggioranza. Fossi stato in lui mi sarei dimesso. Dovete vergognarvi". E' stato durante questo intervento che Iantorno è intervenuto fuori microfono mentre era seduto tra i posti del pubblico. Peverelli si è inalberato. C'è stato un breve ma acceso scambio di battute urlate. Lucini si è rivolto stizzito a Iantorno chiedendogli di non questionare con Peverelli, poi è andato da Peverelli invitandolo a calmarsi. Si è giunti così, tra urla, brioches e sbadigli alle 8.44 del mattino quando finalmente è stata approvata la nuova Irpef del Comune di Como: 0,8 per cento per ogni reddito con esenzione. "Così avete aumentato le tasse del 300 per cento" hanno concluso nelle dichiarazioni di voto i consiglieri Ajani e Gaddi. I consiglieri di minoranza maggioranza hanno però evidenziato che negli ultimi tempi sono diminuiti i trasferimenti di risorse dallo Stato ai Comuni e per questo è stato necessario aumentare le tasse, come hanno evidenziato, per esempio Italo Nessi (Como Civica) e Andrea Luppi (PD), altrimenti si sarebbero dovuti tagliare i servizi ai cittadini.

La nuova Irpef è stata approvata con i voti contrari dei 3 consiglieri di minoranza presenti al momento del voto (Peverelli, Ajani e Gaddi); 16 voti favorevoli nella maggioranza: Lucini, Legnani, Luigino Nessi, Italo Nessi, Sapere, Rovi, Cesareo, Grieco, Frigerio, Luppi, Tettamanti, Selis, Forlano, Greco, Lissi, De Feudis.

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