Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Un consigliere del PD contro il sindaco Lucini: "Non ascolta i cittadini"

Gioacchino Favara, consigliere del PD nella maggioranza che sostiene il sindaco di Como, Mario Lucini, ha deciso di manifestare apertamente la sua posizione assai critica nei confronti del primo cittadino. E lo fa nel momento in cui la protesta...

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Gioacchino Favara, consigliere del PD nella maggioranza che sostiene il sindaco di Como, Mario Lucini, ha deciso di manifestare apertamente la sua posizione assai critica nei confronti del primo cittadino. E lo fa nel momento in cui la protesta dei commercianti contro l'allargamento della Ztl è più viva che mai (lunedì sera sono attesi 200 manifestanti in piazza Roma). Favara, dunque, è il primo consigliere del PD a criticare l'amministrazione Lucini. la sua lettera è un invito ai colleghi di maggioranza a non seguire ciecamente e a sostenere per forza le decisioni della giunta: "Non possiamo continuare a tacere perché, in questo modo, sembriamo un gregge di pecore allo sbando guidate da un pastore cieco". In chiusura della sua lettera Favara arriva addirittura a lanciare un appello agli altri consiglieri del PD: "Se non riusciamo a garantire una corretta amministrazione, penso sia più dignitoso arrendersi e chiedere scusa agli elettori, oltre che restituire la città alla destra, che non auspico". Qui di seguito il testo completo della lettera.

Cari amici e compagni,

Sono trascorsi circa 2 anni dalle elezioni che ci hanno visto assegnare un ruolo di governo, risultato determinato dalla incapacità di dare risposte ai bisogni dei cittadini da parte della precedente maggioranza di centrodestra. I cittadini esprimendo il loro consenso al nostro gruppo ci hanno affidato il sogno di trasformare la città, di renderla più bella e accogliente, più pulita, più funzionale, più efficiente. Sarebbe opportuno chiederci: l'azione messa in campo sta producendo i risultati sperati dai cittadini?

Vi ricordate il motto di Lucini in campagna elettorale "ascolto e partecipazione"... Quindi, cosa e' successo, è diventato sordo? Non sente neanche il grido di disperazione dei commercianti, mi chiedo se non è più ragionevole riaprire il tavolo di trattativa con i commercianti?

Non possiamo continuare a tacere perché, in questo modo, sembriamo un gregge di pecore allo sbando guidate da un pastore cieco.

I Comaschi hanno rimproverato alla gestione precedente di aver imposto un modello poco trasparente con incarichi professionali, nomine nelle partecipate dettate non da criteri di competenza e professionalità ma dall'appartenenza ai gruppi di potere.

Dovremmo fare tesoro degli errori commessi dagli altri ed evitare di commetterli anche noi.

Noi rappresentiamo il Partito Democratico, il gruppo politico che ha la responsabilità di garantire una corretta amministrazione della città, vi sembra che i cittadini ci stiano considerando tali?

Faccio appello al vostro amore per la città e al vostro senso civico, per dirvi che dobbiamo cominciare a fare politica, dobbiamo dettare l'agenda della giunta e lavorare ad un progetto programmatico che abbia una visione per i prossimi 3 anni, ma soprattutto è necessario riconciliarci con la città e con tutte le associazioni che oggi ci vedono come nemici.

Non dobbiamo avere paura di agire anzi, al contrario, dobbiamo vergognarci se rinunciamo alla nostra azione politica, perché questo darebbe ragione a chi dice che i politici sono tutti uguali, incapaci di dare risposte, che pensano solo a se stessi, dobbiamo pensare al bene della città anche se questo ci impone di fare scelte dolorose. La Giunta è un organo esecutivo che opera per amministrare la città, i componenti devono avere capacità e competenza, senza questi requisiti non dobbiamo esitare nell'esprimere la nostra sfiducia. I Consiglieri comunali sono i diretti collaboratori del Sindaco e della Giunta ma sono principalmente i rappresentanti dei popolo, non dimentichiamo questo principio fondamentale.

Abbiamo un dovere verso Como, ma soprattutto verso i Comaschi, e non possiamo rinunciare al nostro ruolo poiché gli elettori che ci hanno votato si aspettano da noi risposte ai bisogni, l'efficienza dei servizi, la programmazione dello sviluppo sociale ed economico. A mio avviso, se non riusciamo a garantire una corretta amministrazione, penso sia più dignitoso arrendersi e chiedere scusa agli elettori, oltre che restituire la città alla destra, che non auspico.

Faccio appello alla vostra intelligenza, riappropriamoci del nostro ruolo e diventiamo protagonisti dell'azione amministrativa.
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