Tasi al massimo: "Ma 2.800 famiglie non la pagheranno"

Il Comune di Como ha scelto di applicare le aliquote massime sia per l'Irpef che per la Tasi, cioè lo 0,8 per cento per la prima e il 3,3 per mille per la seconda. Nella conferenza stampa di giovedì mattina (26 giugno) il sindaco Mario Lucini ha...

Il Comune di Como ha scelto di applicare le aliquote massime sia per l'Irpef che per la Tasi, cioè lo 0,8 per cento per la prima e il 3,3 per mille per la seconda. Nella conferenza stampa di giovedì mattina (26 giugno) il sindaco Mario Lucini ha spiegato le ragioni di queste scelte illustrando in sintesi l'andamento economico-finanziario delle casse comunali negli ultimi anni.

A pesare sulla decisione presa dall'esecutivo di Palazzo Cernezzi (che dovrà essere approvata in via definitiva dal consiglio comunale) ci sono "i minori trasferimenti dallo Stato" cioè soldi in meno che non giugno più dal Governo centrale. Ad ogni modo, il primo cittadino ha tenuto a illustrare e a precisare anche le esenzioni e le agevolazioni di cui alcune fasce di reddito potranno beneficiare.

Le famiglie con immobili che hanno una rendita catastale fino a 300 euro non pagheranno la Tasi. Così come non la pagheranno gli inquilini che abitano in affitto. Cosa, questa, non scontata visto che lo Stato ha dato la facoltà alle amministrazioni comunali di addebitare tra il 10 e il 30 per cento della Tasi anche agli inquilini che vivono in affitto. "La nostra decisione è stata di non gravare su questa tipologia di cittadini - ha spiegato Lucini - anche perché secondo noi la Tasi è una Imu camuffata, cioè una tassa sulla proprietà degli immobili".

A non pagare la Tasi, secondo quanto affermato da Lucini, saranno circa 2.800 famiglie proprietarie di altrettante prime case. Resta invariata, invece, l'Imu sulla seconda casa (9,6 per mille).

La nuova Irpef a Como prevede un'aliquota unica di 0,8 per cento. Cioè tutti coloro che hanno un reddito superiore ai 10mila euro pagheranno lo 0,8 per cento mentre chi è al di sotto di tale reddito non la pagherà. "Non c'è distinzione di fasce di reddito - ha spiegato il primo cittadino - tutti pagheranno la stessa percentuale rispetto al proprio reddito. Vuol dire che chi ha un reddito più alto pagherà di più. Ci è sembrata una decisione equa che va incontro alle fasce più deboli".

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