Dopo lo stupro in centro, parlamentari leghisti contro il nuovo dormitorio: "Sarà focolaio di criminalità"

"Servono presidi fissi nelle zone più a rischio"

Monta la polemica, livello politico, dopo la notizia della violenza sessuale subita da una donna la sera del 30 ottobre nell'area del parcheggio dell'Ippocastano. A intervenire sono i parlamentari leghisti della provincia di Como, Eugenio Zoffili, Nicola Molteni, Alessandra Locatelli, Claudio Borghi ed Elena Rivolta. I cinque hanno affidato a una nota stampa la loro durissima e critica posizione nei confronti dell'imminente realizzazione di un dormitorio nell'ex caserma dei carabinieri in via Borgo VIco.

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"Il gravissimo episodio avvenuto a Como dove un immigrato clandestino di nazionalità nigeriana ha violentato una donna che gli aveva offerto un panino - dichiarano gli esponenti del Carroccio - dimostra ancora una volta come la città non abbia bisogno di ulteriori focolai di criminalità, come sicuramente diventerebbe il maxi dormitorio che l'amministrazione provinciale vorrebbe realizzare all'interno dell'ex Caserma dei Carabinieri di via Borgovico".

I parlamentari leghisti rincarano la dose: "Il violentatore è un ex richiedente asilo con permesso di soggiorno scaduto nel 2016, che aveva ricevuto quattro provvedimenti di espulsione: evidentemente il brutale assassinio di Don Roberto non ha insegnato niente al nostro governo, e questo rende ancora più forte il 'no' da parte di tutta la Lega alla riconversione di qualsiasi struttura cittadina in centro di accoglienza per clandestini, soggetti che vanno invece respinti e rimpatriati immediatamente".

Infine: "Sottoporremo nuovamente al Governo il problema della presenza di immigrati irregolari a Como, città di confine, chiedendo ancora una volta che venga potenziata la dotazione di uomini e mezzi in dotazione alle Forze dell'Ordine che operano sul nostro territorio e in particolare venga predisposto immediatamente un presidio fisso di agenti nella zona dei giardini a lago e nelle zone più sensibili del capoluogo. Purtoppo, infatti, nessuno ha seguito la strada indicata da Matteo Salvini al Viminale che riuscì a bloccare gli sbarchi, portare anche a Como gli uomini dell'Esercito per il controllo del territorio, smantellare il centro di Via Regina. Dal governo giallorosso in questi mesi soltanto parole e nessuna nuova misura per rafforzare il dispositivo di sicurezza di uno snodo cosí importante come Como".

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