Stefano Bruni parla di finanziaria, ospedale e movida

I soldi che il Comune di San Fermo della Battaglia chiede sono “tangenti pubbliche”, lecite, ma pur sempre tangenti pubbliche, un pizzo che bisogna pagare al Comune di San Fermo”. Diretto, forse troppo, il sindaco di Como Stefano Bruni che oggi...

 

I soldi che il Comune di San Fermo della Battaglia chiede sono “tangenti pubbliche”, lecite, ma pur sempre tangenti pubbliche, un pizzo che bisogna pagare al Comune di San Fermo”. Diretto, forse troppo, il sindaco di Como Stefano Bruni che oggi nell'appuntamento settimanale con i giornalisti si è scagliato contro Pierluigi Mascetti, il sindaco del paese su cui sorge parte del nuovo ospedale Sant'Anna, in zona Tre Camini. Il riferimento di Bruni è ai 650mila euro chiesti ed ottenuti dal Comune di San Fermo come canone annuo per l'utilizzo dei parcheggi del nuovo ospedale. Parcheggi la cui gestione sarà direttamente in capo all'azienda ospedaliera, così come stabilito nell'incontro che si è svolto tra Mascetti, il direttore dell'azienda ospedaliera Andrea Mentasti e il direttore generale della sanità lombarda carlo Lucchina. Perché questi toni aspri da parte di Bruni? Il motivo è da cercarsi nel mancato accordo sull'anagrafe. Mentre il problema parcheggi sembra ormai archiviato, resta da risolvere il nodo che riguarda le nascite dei futuri nati al Sant'Anna. Secondo l'accordo di programma sottoscritto a suo tempo, il Comune di Como dovrà pagare tutti i costi dell'attività dell'anagrafe. Il fatto è che i nuovi nati risulteranno nati a San Fermo della Battaglia. Il sindaco Bruni preme quindi per ridefinire i confini territoriali. Ma Mascetti non cede e dice no allo spostamento dei confini e minaccia di bloccare il trasloco dal vecchio al nuovo ospedale se non verrà risolta la questione.

Parte 2 - Sulla manovra finanziaria il sindaco di Como Stefano Bruni sta con il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, ma dice “no” all'approvazione di un documento che attacchi e critichi il Governo. Bruni ha anche parlato del caso Trevitex: il consigliere del Pdl ha infatti chiesto di stralciare la Trevitex dal documento di inquadramento in discussione in questi giorni in consiglio comunale. Bruni è contrario “per il bene del quartiere” di Camerlata che necessita del centro commerciale che finora non c'è. Il supermercato Esselunga di via Paoli, infatti, è tuttora diviso in due medie superfici di vendita e per legge i singoli negozi inseriti nella struttura non possono aprire finché i due spazi non saranno accorpati e potrà così nascere un vero centro commerciale.

Parte 3 - Ancora il caso movida al centro dell'intervista settimanale al sindaco di Como Stefano Bruni. Domani il primo cittadino incontrerà le associazioni di categoria, poi firmerà l'ordinanza anti movida che regolamenta l'attività dei locali notturni per limitare il disturbo che arrecano ai residenti. L'ordinanza, il cui testo è stato già diffuso nei giorni scorsi, non sembra però essere stata ben accolta dai residenti che si sono organizzati in comitati e hanno già annunciato di volersi rivolgere al tribunale per vedere tutelato il loro diritto al riposo. Bruni ha affermato: "E' sciocco da parte loro" e ha poi aggiunto: "Se si vive in città non si può pretendere il silenzio assoluto, è uno degli svantaggi che si ha nel vivere in un centro dove, però, si hanno a portata di mano numerosi servizi".

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