Il sindaco di Como: "Non ritiro l'ordinanza anti-accattonaggio"

Il caso dei volontari cacciati dai vigili? Frutto di un malinteso

Il sindaco di Como, Mario Landriscina (a sinistra) e il comandante dei vigili Donatello Ghezzo (a destra)

"L'ordinanza resta in vigore, non ho intenzione di ritirarla". Il sindaco di Como Mario Landriscina si è detto fermo sull'intenzione di non fare un passo indietro, nemmeno su richiesta della Caritas, riguardo al provvedimento firmato il 15 dicembre 2017 che vieta l'accattonaggio e i bivacchi di disperati e senzatetto nel centro storico della città e in alcune zone ad esso attiguo.

Il primo cittadino ha voluto parlare alla stampa dopo il clamore suscitato da uno degli effetti dell'ordinanza: l'episodio avvenuto lunedì mattina, quando alcuni volontari del Gruppo Colazioni nel corso della mattina sono stati allontanati dai vigili dal portico dell'ex chiesa di San Francesco in Largo Spallino dove stavano somministrando cibo ai senzatetto.

Landriscina ha convocato una conferenza stampa a Palazzo Cernezzi alle ore 12 di mercoledì 20 dicembre 2017 e ha risposto alle domande dei giornalisti, non senza dire la sua sulle motivazioni dell'ordinanza: "E' un provvedimento che è stato richiesto da più parti - ha detto - che ricalca ordinanze emesse in altre città di dimensione ben maggiore di Como. Anzi, con un po' di spocchia posso dire che le abbiamo anche migliorate". 

Landriscina si è poi sfogato nel corso della conferenza stampa: "Non ci sto a passare per il sindaco cattivo d'Italia. Non si dica che ho lasciato indietro queste persone (i senzatetto, ndr), mi impegno ogni giorno a trovare una soluzione. Perché non è nel mio stile adottare provvedimenti contro qualcuno, che mettano in difficoltà le persone. Penso, ad esempio, all'elenco degli sfratti esecutivi che ho sul tavolo e che sto cercando di fermare".

Il sindaco di Como si è poi detto disponibile alle dimissioni "se questa situazione incrinasse i rapporti di maggioranza e se la maggioranza mi chiedesse di dimettermi". In merito all'episodio dei volontari cacciati dall'ex chiesa di San Francesco, Landriscina non ha negato l'accaduto ma invitato a non cavalcare questa vicenda ma di adoperarsi per un confronto civile al fine di migliorare l'accoglienza delle persone in difficoltà in città: "Nessuno deve restare indietro", ha ribadito più volte il primo cittadino.

Il caso dei volontari allontanati

Il comandante della polizia locale Donatello Ghezzo ha precisato le caratteristiche amministrative dell'ordinanza, spiegando che attua le possibilità date dal decreto Minniti. "L'ordinanza - ha spiegato Ghezzo - non vieta l'accattonaggio, ma l'accattonaggio invasivo e molesto, e vieta il bivacco in determinati punti della città. Nessuno vieta di dare bevande calde e cibo ai senzatetto".
Poi Ghezzo ha spiegato che l'episodio che ha suscitato tanto clamore "non c'entra con l'ordinanza, i vigili non hanno vietato di dare bevande o pasti caldi. Gli agenti di polizia locale ha spiegato che lì non si poteva bivaccare e occorreva capire in quale luogo fosse più opportuno porre in essere quell'attività di volontariato. Non c'è stata nessuna multa e nemmeno la minaccia di una multa".

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