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Sindaco di Cantù incompatibile: la giunta fa ricorso al Consiglio di Stato

Arosio non si arrende e prepara l'appello

Come previsto il sindaco di Cantù, Edgardo Arosio, non intende dimettersi dopo la sentenza del Tar che ha conclamato la sua incompatibilità. Il sindaco leghista della cittadina brianzola ha ancora una carta da giocarsi: l'appello al Consiglio di Stato. E, questa è la certezza, se la giocherà. La giunta canturina, infatti, ha deciso di fare ricorso contro la sentenza del Tar che ha dato ragione alla ditta di servizi funebri "Zanfrini", gestita da parenti acquisiti del sindaco.

Insomma, il caso è noto dall'estate scorsa. A un mese dalla sua elezione era emersa l'incompatibilità del sindaco a causa, appunto, del fatto che ci fossero suoi parenti titolari di un appalto comunale. Non è bastato revocare quell'appalto per il trasporto e i servizi funebri. Il consorzio pompe funebri Zanfrini ha fatto ricorso al Tar e lo ha vinto. Dunque, non solo va ripristinato quell'appalto che risulta, per il momento, illegittimamente annullato, ma addirittura Arosio deve decadere. Ma lui non si arrende e va davanti al Consiglio di Stato. Bisognerà, quindi, aspettare ancora almeno 6 mesi, visti i tempi della giustizia amministrativa, prima di sapere definitivamente se Arosio debba o meno decadere dalla carica di sindaco. In quel caso, se il Consiglio di Stato confermasse la sentenza del Tar, l'amministrazione leghista di Cantù andrà avanti fino alla prima data utile per le elezioni, nel 2019, retta dal vicesindaco Matteo Ferrari che subentrerà ad Arosio.

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