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Mozione di sfiducia per l'assessore Elena Negretti: Rapinese all'attacco dopo il caso della dipendente licenziata ingiustamente

Attacchi anche per la gestione delle deleghe alla polizia locale e alle Pari opportunità

Per l'assessore al Personale del Comune di Como, Elena Negretti, è pronta una mozione di sfiducia. La lista Rapinese Sindaco ha depositato il documento che punta a chiedere al consiglio comunale di sfiduciare l'assessore Negretti. Il documento prende le mosse, innanzitutto,dal caso della dipendente di Palazzo Cernezzi  licenziata quasi un anno fa ma reintegrata in servizio dopo la decisione del tribunale. "La ricostruzione storica degli eventi compiuta dal Tribunale di Como - si legge nella mozione - contrasta inequivocabilmente con gli intenti dichiarati ad inizio mandato dall’Assessore Negretti e, in ogni caso, l’episodio in questione dimostra l’inidoneità di quest’ultima a ricoprire l’incarico assegnatole quale organo di governo cui spettano poteri di indirizzo e controllo politico-amministrativo".

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A queste motivazioni Alessandro Rapinese e i colleghi di gruppo Fulvio Anzaldo, Paolo Martinelli e Ada Mantovani ne hanno addotte altre: "Nonostante detenga la delega alle Pari Opportunità, l’Assessore Negretti non ha ad oggi in alcun modo stimolato l’avvio della procedura per la costituzione, attraverso delibera del Consiglio Comunale, della Commissione Pari Opportunità prevista e disciplinata da apposito regolamento comunale né si è preoccupata di aggiornare la pagina web istituzionale del sito del Comune alla voce “Donne e Pari Opportunità” che reca informazioni sbagliate".

Infine: "Nonostante l’Assessore Negretti detenga anche la delega alla Sicurezza e alla Polizia Locale, venditori e parcheggiatori abusivi esercitano indisturbati la loro attività, come se ne avessero titolo, minando la credibilità dell’Ente e la civile convivenza".

La mozione si conclude così: "Questo Consiglio è vicino umanamente all’Assessore Negretti ma è fermamente convinto che ciascuno debba rispondere delle proprie azioni e/o omissioni e dei propri comportamenti. È giusto che il Consiglio comunale intervenga in una situazione simile come consentito dal proprio regolamento".

Dunque, mozione di sfiducia.

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