Sfiducia a Cavadini, voto rinviato a lunedì

Slitta la sfiducia a Luigi Cavadini, assessore alla Cultura del Comune di Como. Lunga discussione ieri sera in consiglio comunale. Arrivata a mezzanotte l’aula ha deciso di continuare la discussione lunedì prossimo nella quale la mozione di...

Slitta la sfiducia a Luigi Cavadini, assessore alla Cultura del Comune di Como. Lunga discussione ieri sera in consiglio comunale. Arrivata a mezzanotte l’aula ha deciso di continuare la discussione lunedì prossimo nella quale la mozione di sfiducia verrà votata a scrutinio segreto.

La Lega Nord, con i consiglieri Alberto Mascetti e Diego Peverelli, ha dichiarato che non la voterà: “Crediamo che la colpa sia del sindaco Mario Lucini, la persona che ha scelto Cavadini come assessore alla Cultura”. Durante la discussione sono stati nuovamente sviscerati i numeri della prima mostra organizzata nell’era Lucini.

Marco Butti, primo firmatario della mozione, ha parlato di pessimi risultati: “I visitatori sono stati ampiamente al di sotto delle aspettative (poco meno di 18mila, ndr) per non parlare del disavanzo eccessivo di 217mila euro . Se le premesse per l'anno prossimo sono quelle del 2013 – ha detto - siamo seriamente preoccupati per le strategie culturali che si vorranno attuare a un anno dall’Expo”. Agguerrito anche il consigliere Alessandro Rapinese: “Bisogna iniziare a considerare Villa Olmo come un bene da far rendere, una sorta di Villa Erba. Non ho nulla di personale contro Cavadini – ha aggiunto – ma ha gestito male i soldi dei cittadini comaschi. Se i numeri sono questi la mostra possiamo farla anche a casa mia”.

L’ex assessore alla cultura Sergio Gaddi, ora consigliere Pdl in minoranza, ha invece deciso di far parlare direttamente i numeri e le immagini delle sue 9 edizioni di grandi mostre con una presentazione video proiettata in aula. “ I visitatori sono stati il 66% in meno delle previsioni - ha dichiarato – L’unica nota positiva l’incremento dei gruppi delle scuole superiori che non va però a incidere su una sequenza così drammatica di numeri. È vero è facile fare i visitatori con la Gioconda – ha aggiunto - ma la Gioconda bisogna saperla portare in città”. Inoltre Gaddi ha sottolineato anche il dato relativo al valore assicurativo delle opere portate a Como da Cavadini: “Solo 13mila euro, mentre negli anni scorsi la media era oltre 100mila euro. Significa che il valore delle opere della mostra Sant'Elia era praticamente nullo”.

La prima a parlare a nome dei consiglieri di maggioranza è stata la consigliera Patrizia Lissi (PD): “Ribadisco la totale fiducia all’assessore Cavadini al quale diamo il merito di aver scelto una tematica, quella sulla Città Nuova, che ci coinvolge tutti ma che attrae meno. Forse i comaschi non erano pronti a una rassegna di questo tipo”. La consigliera ha anche posto l'accento sulla crisi economica come motivo all'origine di “un calo del 10% nei ricavi delle mostre d'arte”.

Anche il consigliere Luigi Nessi (Paco-Sel) ha invitato l’assessore Cavadini a continuare nel suo lavoro ponendo però maggiore attenzione al bilancio economico dell'evento.

“La ritengo un ottimo professionista ma non un politico capace di prendere decisioni importanti. È riuscito a perdere anche contro la mostra dei trenini Rivarossi organizzata al Broletto”, ha dichiarato, invece, Luca Ceruti (M5S). Anna Veronelli (Pdl), anch’essa firmataria della mozione di sfiducia, ha espresso una forte condanna della scelta politica che è stata fatta: “Prevedo un esito scontato, la mozione di sfiducia non passerà ma questo è comunque un momento di confronto”. “Se ci fosse stato Gaddi al posto di Cavadini - ha detto Mario Molteni (Lista per Como) rivolgendosi ai consiglieri di maggioranza – come votereste questa sfiducia?”. Francesco Scopelliti (Pdl) ha ribadito il concetto espresso dai leghisti accusando il sindaco Lucini di essere il vero responsabile del “flop” della mostra poiché “è stato lui a scegliere personalmente Cavadini”. “Se siamo qui stasera è perché la mostra non ha funzionato”, ha dichiarato Marco Servettini di Almc.
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