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Scivolone del PD sull'Ostello di Villa Olmo. Rapinese coglie l'occasione al volo: "Impreparati"

L'apparente abbandono della struttura ha tratto in inganno il PD che ha chiesto di darla in gestione tramite gara nonostante sia già stata affidata a una società da tre anni

Con un ordine del giorno presentato in occasione della discussione del Documento Unico di Programmazione (DUP), il gruppo consigliare del PD ha chiesto al sindaco di Como, Alessandro Rapinese, di affidare la gestione dell'Ostello di Villa Olmo mediante gara. Peccato che l'ostello in questione è già stato affidato tre anni fa a una società di Milano risultata vincitrice del bando. 
L'ordine del giorno è stato presentato nella seduta del consiglio comunale che si è svolta a Palazzo Cernezzi l'11 ottobre. In quell'occasione Rapinese ha spiegato, prima della votazione, che la richiesta del PD non poteva essere accolta perché, appunto, la struttura risulta già regolarmente data affidata. Nonostante la spiegazione di Rapinese il PD ha votato compatto l'inutile documento, prestando così il fianco a Rapinese che non ha preso l'occasione per svilire il gruppo del PD in un lungo post pubblicato sul suo personale blog. Il sindaco ha accusato i consiglieri di avere presentato un documento "imbarazzante", "ridicolo", "folle" e scritto "senza nemmeno un briciolo di istruttoria". Rapinese se l'è poi presa direttamente con Stefano Legnani affermando che "avrebbe almeno dovuto avere la decenza di informarsi" prima di proporre tale documento.

Non pago forse di avere una maggioranza stracompatta, Rapinese ha dimostrato di non voler abbandonare la linea che lo ha caratterizzato nei lunghi anni trascorsi all'opposizione e in campagna elettorale, cioè quella fermamente antipartitica. C'è però da dire una cosa che discolpa parzialmente il PD e attenua la brutta figura fatta con la presentazione di quell'ordine del giorno: l'Ostello della Gioventù è fermo da troppi anni e forse anche molti cittadini comaschi erano convinti che la struttura fosse ancora praticamente abbandonata, o quanto meno dimenticata. Affidare la gestione di una struttura così importante per una città turistica e poi non vederla entrare in funzione, è qualcosa che va a discapito di Como, al di là delle baruffe politiche. Poco importa se la società affidataria stia pagando regolarmente il canone.

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