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Medicina del territorio: in Lombardia servono 500 case comunità ma ne arriveranno solo 216

Solo 19 quelle previste in Ats Insubria

“La medicina territoriale è il problema principale della sanità lombarda, e non è vero che questa riforma voluta da Fontana e Moratti colmerà il buco creato da Formigoni e poi da Maroni". Così il consigliere regionale Angelo Orsenigo, impegnato ieri nel secondo giorno di maratona in Consiglio per discutere la legge di revisione della sanità lombarda". Un tema quanto mai attuale. 

"Bastano i numeri a dirlo -  prosegue il consigliere Dem -: in Lombardia servirebbero 500 case di comunità, come sostiene il ministero della Salute, e la Regione ne prevede solo 115 nella prima fase, 216 a regime. Nell’Ats Insubria le cose non vanno meglio. Le Case di Comunità dovrebbero essere 73 ma sono 19. E non basterà cambiare l’insegna di una struttura per creare un servizio che sia davvero di comunità, fatto di medici, infermieri, fisioterapisti, logopedisti, tecnici della riabilitazione e assistenti sociali, a cui i cittadini possano fare riferimento tutti i giorni dell’anno per 24 ore. Le case di comunità non devono essere dei semplici poliambulatori, come invece li intende la giunta lombarda".

"Così rischiano - conclude Orsenigo - di essere una grandissima occasione sprecata. In una sanità come quella lombarda, così spinta sulla medicina ospedaliera e sulla competizione tra pubblico e privato, la situazione può cambiare solo con un cambio di mentalità e di strategia, che metta al centro il cittadino, la comunità, le cure primarie e la prevenzione. E con questa riforma, non ci sarà il cambio di passo che come opposizione chiediamo da tempo, ancora prima della pandemia” 

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