Strada-cantiere, lavori mai conclusi: l'esasperazione dei residenti di Sagnino

Tempi infiniti per riqualificare una strada e metterla in sicurezza. L'esasperazione si fa sentire nel quartiere di Sagnino. La strada in questione è via San Giacomo. Per sensibilizzare l'opinione pubblica ma soprattutto l'amministrazione comunale...

 

Tempi infiniti per riqualificare una strada e metterla in sicurezza. L'esasperazione si fa sentire nel quartiere di Sagnino. La strada in questione è via San Giacomo. Per sensibilizzare l'opinione pubblica ma soprattutto l'amministrazione comunale alcuni cittadini, guidati dal consigliere comunale Marco Butti e dall'ex consigliere Mario Molteni (entrambi all'opposizione nel mandato del sindaco Lucini) si sono resi protagonisti di una protesta. Martedì sera, intorno alle 20, si sono riuniti in via San Giacomo dove hanno affisso e brandito diversi cartelli con le scritte “Cantiere vergogna”, “Assessore dimettiti” e “Basta disagi”. Infatti da circa due anni la circolazione dei pullman è stata deviata verso la via Sagnino e il servizio bus non agevola più i molti abitanti, circa un migliaio, della zona di via San Giacomo. L’asfalto di quel tratto di strada, lunga un chilometro, è ormai deteriorato e i tanti chiusini presenti mostrano segni di cedimento. Ma l’aspetto che ancor di più inquieta gli abitanti è la pericolosità della strada per i pedoni, a causa di auto che, specialmente nelle ore notturne, sfrecciano ad alta velocità senza rispettare il limite di trenta chilometri orari, previsto per quel rettilineo. Proprio in via San Giacomo negli ultimi venti anni sono morte tre persone a causa di incidenti stradali.

Il cantiere di via San Giacomo si aggiunge a quello di viale Giulio Cesare a Como, realizzato anch’esso con l’obiettivo di ristrutturare e adeguare alle norme le zone periferiche. Entrambi però soggetti a una tempistica troppo dilatata.

Nel progetto di Sagnino, di approvazione ministeriale, comparivano dossi per limitare la velocità dei veicoli, paracarri, un marciapiede per salvaguardare i pedoni e la ristrutturazione sia degli impianti elettrici (a spese dell’Enel) sia del manto stradale. Il limite massimo entro cui, secondo l’amministrazione comunale, il cantiere avrebbe dovuto avere fine era stato fissato per il maggio del 2015, dopo una proroga di più di un anno. Ancora oggi però, visto lo stato dei lavori partiti il 14 febbraio 2014, sembra di fatto lontana la sua conclusione.

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