L'annuncio del ritorno al Broletto dell'Infopoint scatena Fanetti e Legnani

Gli esponenti del Pd comasco: "L'amministrazione pasticcia ma a rimetterci è sempre la città"

Infopoint al Broletto

Vedremo se dopo le parole seguiranno i fatti. Ma nessuno può negare che il trasferimento dell'Infopoint dal Broletto a via Albertolli (dove il Comune paga un affitto) sia stato un vero e proprio fallimento. Le intenzioni del neo assessore al Turismo Livia Cioffi, hanno subito scatenato le reazioni dell'opposizione. I primi a prendere posizione sono stati Stefano Fanetti e Tommaso Legnani, rispetivamente capogruppo PD in Comune e Segretario Cittadino del Partito Democratico: “Fa e disfa, le sempar un lavurà” è il vecchio adagio che coglie perfettamente l’essenza dell’annosa e triste vicenda dell’infopoint di Como. Spostato dalla sua sede scelta dall’amministrazione Lucini sotto al Broletto alla sfortunatissima location in via Albertolli, l'infopoint è pronto a tornare di nuovo al Broletto adesso che l'assessore Cioffi si è insediato. Insomma, si è demolito un ottimo servizio ai visitatori e ora si sta tentando di metterci una pezza. Il detto popolare riassume anche l’esperienza politica dell’amministrazione Landriscina nei suoi primi tre anni di vita: cambiano gli assessori ma l’amministrazione continua a girare in tondo e sconfessando di fatto le proprie posizioni. Sarebbe comico vedere la giunta Landriscina dare ragione a chi nel mandato precedente ha deciso di aprire l’infopoint al Broletto, se non fosse per il danno che è stato fatto al turismo cittadino con un'emorragia di accessi dovuta al cambio di posizione del punto informazioni”.

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“E’ poi singolare - concludono i due esponenti Dem - che Forza Italia, dopo l’abbandono del 2018 dettato, come spiegato a mezzo stampa in questi giorni,"dall’impressione e dalla sensazione concreta che l’amministrazione comunale avesse purtroppo imboccato una strada pericolosa che l’avrebbe portata all’irrilevanza politica e amministrativa", rientri criticando l'immobilismo politico della squadra con cui si è appena ricongiunta. Non il più rassicurante degli inizi. Come se non bastasse, l’assessore Gervasoni ha dichiarato di non voler “fare promesse” e Cioffi ha ammesso di non essersi “strappata le vesti” per l’incarico e di non voler fare proclami. Mancano due anni alla fine del mandato. I lavori pubblici sono un settore delicato con nodi enormi da risolvere. La cultura è un ambito di fatto inesistente a Como. Il Turismo è un comparto tutto da ricostruire. Tutto questo solleva pesanti interrogativi. Oltre a chiederci se non fosse stato il caso di dare questi incarichi a qualcuno che le vesti se le sarebbe stracciate volentieri per Como, abbiamo un dubbio: il rimpasto permetterà finalmente a Como di beneficiare di una direzione politica unica, coerente e continuativa? Oppure la città dovrà seguire il triste destino dell’Infopoint con un’amministrazione che fa e disfa pur di rivendicare qualche merito?”

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