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Regione Lombardia, Letizia Moratti vuole sfidare Fontana

L'azzardo: Moratti sarebbe pronta a candidarsi da sola anche senza l'appoggio del centrodestra

Così forte da rischiare di spezzarsi. Ma è chiaro che gli equilibri all'interno del centrodestra, dopo la debacle della Lega e in trionfo di FdI, sono destinati a spostarsi non solo a Roma. Forte del risultato ottenuto anche in Lombardia, un 50% che dovrebbe mettere nella cassaforte della coalizione di centrodestra anche le elezioni regionali che si terranno la prossima primavera, il governatore uscente Attilio Fontana, che si è ricandidato già da mesi, dovrebbe dormire sonni tranquilli. 

Tuttavia, se già prima delle elezioni Letizia Moratti, attuale vice e assessore al Welfare, aveva pubblicamente dato la sua disponibilità a guidare la Lombardia, il suon nome è tornato prepotentemente alla ribalta a nemmeno 24 ore da voto. Insomma il centrodestra è in subbuglio e da più parti si chiede un incontro per determinare il nome del candidato alla guida del Pirellone. Ignazio La Russa, Paola Frassinetti, entrambi di Fratelli d'Italia, seppure con toni diversi, chiedono un tavolo di confronto. 

A parole tutti stimano Fontana. ma il solo a sostenerlo anche nei fatti sembra essere Matteo Salvini. Il quale, già in difficoltà a Roma, non avrà vita facile nemmeno a Milano. Se il diretto interessato a momento mostra sicurezza, convinto che il centrodestra governerà per altri 5 anni in Regione con lui alla guida, Moratti è invece pronta allo scontro. L'idea, se la sua candidatura non dovesse scavalcare nel centrodestra quella di Fontana, sarebbe addirittura quella di candidarsi da sola con una sua lista, Quasi una provocazione, un ultimatum per mettere la coalizione con le spalle al muro. 

D'altronde i numeri non mentono: la Lega ha perso il primato anche nella sua Regione roccaforte, doppiata sia al senato sia alla camera da FdI. E ora, inevitabilmente, i nodi vengono al pettine. Difficile pensare che il centrodestra, nonostante il momento d'oro, possa spaccarsi in Lombardia arrivando alle elezione con due candidati. Moratti alza il tiro in un momento in cui sa di poterselo permettere approfittando del momento traballante della Lega, ma sa anche che se corre da sola rischia di schiantarsi: il precedente di Albertini, a far da terzo incomodo tra Maroni e Ambrosoli, non lo avrà certo dimenticato. 

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