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Rapinese rischia la decadenza da consigliere per incompatibilità

Alessandro Rapinese rischia di decadere dalla carica di consigliere comunale di Palazzo Cernezzi. Il motivo? Ha firmato insieme ai commercianti di Como il ricorso al Tar contro Ztl voluta dall'amministrazione del sindaco Mario Lucini. Insomma...

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alessandro-rapinese-in-consiglioAlessandro Rapinese rischia di decadere dalla carica di consigliere comunale di Palazzo Cernezzi. Il motivo? Ha firmato insieme ai commercianti di Como il ricorso al Tar contro Ztl voluta dall'amministrazione del sindaco Mario Lucini. Insomma, Rapinese rischia di dovere dire addio alla poltrona di consigliere a causa di incompatibilità, così come previsto dal Testo Unico degli Enti Locali (Tuel) dove si legge: "Non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della Provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale (...) colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo, rispettivamente, con il Comune o con la Provincia". Sembra proprio il caso di Rapinese, che commenta: "Non è un modo per defilarmi dal mio ruolo di consigliere, semplicemente non mi sono reso conto che sarei stato incompatibilie. Ho sbagliato ma farò di tutto per rimanere a difendere gli interessi dei cittadini in consiglio comunale, sebbene abbia assaporato il piacere di fare politica anche fuori dal palazzo. Comunque vada questa vicenda il mio appuntamento è per maggio 2017, alle elezioni da sindaco, e intendo prepararmi dentro e fuori. Nel caso io debba lasciare Palazzo Cernezzi mi subentrerebbe, comunque, Milo Casati, che senz'altro sarebbe un eccellente consigliere".

L'incompatibilità di Rapinese (e la possibile conseguente decadenza) è già stata sottoposta al parere del segretario comunale Antonella Petrocelli e dello stesso sindaco Mario Lucini nella giornata dello scorso giovedì.

Come può avvenire la decadenza? Sempre nel Tuel viene spiegato che "la decadenza dalla carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale, può essere promossa in prima istanza da qualsiasi cittadino elettore del comune, o da chiunque altro vi abbia interesse davanti al tribunale civile, con ricorso da notificare all'amministratore ovvero agli amministratori interessati, nonché al sindaco o al presidente della provincia".

L'articolo 69 del Tuel spiega come avviene la decadenza di un consigliere (o altro amministratore pubblico) attraverso la decisione del consiglio comunale:

1. Quando successivamente alla elezione si verifichi qualcuna delle condizioni previste dal presente capo come causa di ineleggibilità ovvero esista al momento della elezione o si verifichi successivamente qualcuna delle condizioni di incompatibilità previste dal presente capo il consiglio di cui l'interessato fa parte gliela contesta.

2. L'amministratore locale ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni o per eliminare le cause di ineleggibilità sopravvenute o di incompatibilità.

3. Nel caso in cui venga proposta azione di accertamento in sede giurisdizionale ai sensi del successivo articolo 70, il termine di dieci giorni previsto dal comma 2 decorre dalla data di notificazione del ricorso.

4. Entro i 10 giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 2 il consiglio delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di ineleggibilità o di incompatibilità, invita l'amministratore a rimuoverla o ad esprimere, se del caso, la opzione per la carica che intende conservare.

5. Qualora l'amministratore non vi provveda entro i successivi 10 giorni il consiglio lo dichiara decaduto. Contro la deliberazione adottata è ammesso ricorso giurisdizionale al tribunale competente per territorio.

6. La deliberazione deve essere, nel giorno successivo, depositata nella segreteria del consiglio e notificata, entro i cinque giorni successivi, a colui che è stato dichiarato decaduto.

7. Le deliberazioni di cui al presente articolo sono adottate di ufficio o su istanza di qualsiasi elettore.

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