Protesta davanti al Comune: "I problemi non vanno in vacanza"

Manifestazione in occasione dell'ultimo consiglio comunale: bagni pubblici chiusi e privatizzazione asili nido comunali tra i temi più discussi

Nella serata del 30 luglio si è riunito per l'ultima volta prima della pausa estiva il consiglio comunale di Como. Come preannunciato negli scorsi giorni è stata anche l'occasione di un'ultima, si fa per dire, protesta contro la giunta del sindaco Mario Landriscina. Protagonisti di questa ennesima protesta sono state alcune associazioni (prima fra tutte Cominciamo da Como) e i sindacati che si sono riuniti davanti all'ingresso del Comune per esprimere ancora una volta alcune grandi criticità che riguardano la città.
Tra i temi che negli ultimi tempi costituiscono le principali istanze dei manifestanti c'è l'apertura dei bagni e docce pubblici e la privatizzazione degli asili nido. Il primo è uno dei temi più cari alle associazioni che si occupano aiutare i senza fissa dimora o di sensibilizzare l'opinione pubblica in merito alle difficoltà affrontate quotidianamente da chi non ha un tetto. Il Comune di Como nei giorni scorsi ha spiegato di avere modificato gli orari di apertura dei bagni  di via Sirtori in accordo con le associazioni, ma queste nel corso dell'ultima protesta hanno smentito sia che ci sia stato un effettivo dialogo con l'amministrazione sia che le modifiche apportate siano realmente sufficienti ad andare incontro alle esigenze dei senzatetto.

Il gruppo Cominciamo da Como ha chiarito alcuni aspetti con una nota stampa inviata alla redazione di QuiComo:

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La realtà è che nessuna delle associazioni presenti sul territorio comasco ha accettato l'invito del sindaco a partecipare ad un tavolo di discussione sulle problematiche della grave marginalità; chi si è presentato a questo incontro lo ha fatto a titolo esclusivamente personale, e non ha peraltro avuto modo di contrattare alcunché rispetto alle "modifiche" degli orari dei bagni pubblici.
Quando abbiamo chiesto all’assessora Elena Negretti di estendere l’orario di apertura, ci ha risposto che ciò non è possibile perché il contratto con la cooperativa che si occupa della gestione dei bagni è scaduto, ed essendo in proroga non è possibile cambiare le condizioni economiche e, di conseguenza, il numero di ore di apertura del servizio.
L’estensione di dodici ore a settimana dell’orario di apertura del bagno di via Sirtori, che riteniamo del tutto insufficiente, è stata infatti resa possibile dalla chiusura delle docce pubbliche di piazzale Anna Frank a Ponte Chiasso, in precedenza aperte per lo stesso numero di ore.
Il servizio di gestione dei bagni pubblici è stato affidato alla cooperativa vincitrice del bando del 2017 fino al mese di maggio 2019. Nella disciplinare di gara di quel bando è scritto che alla scadenza del contratto il Comune avrebbe potuto prorogarlo per “il tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure per l’individuazione del nuovo contraente e comunque per un periodo massimo di sei mesi”.
L’assessora Negretti ha omesso di ricordare questo dettaglio: in barba a quanto scritto chiaramente nel bando, oltre ai sei mesi di proroga previsti (giugno – novembre 2019), il contratto è stato prorogato per altri sei mesi (dicembre 2019 – maggio 2020) e poi per altri sette mesi (giugno – dicembre 2020).

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