Violenza e degrado ai giardini a lago, la protesta di Como ai comaschi

Presidio contro gli episodi di violenza e degrado della zona

Il presidio di Como ai comaschi ai giardini a lago

Nuova protesta di Como ai comaschi: venerdì 8 giugno 2018 il gruppo si è riunito ai giardini a lago di Como per un presidio itinerante per manifestare contro gli episodi di violenza, degrado e spaccio di droga che affliggono la zona e che sono spesso causati da persone extracomunitarie. Situazione nota alle forze dell'ordine, che nei giorni scorsi hanno presentato le misure prese per contrastarla.

L'invito alla protesta è stato diffuso tramite la pagina facebook del gruppo nei giorni scorsi: "Siamo stufi -si legge- di questi bollettini di guerra quotidiani fatti di risse, accoltellamenti, bivacchi, furti, pestaggi, spaccio di droga...vogliamo vivere serenamente Como ed i nostri giardini!!!".

E ancora: "Diverse decine le mail ed i messaggi che abbiamo ricevuto in questi giorni da cittadini comaschi, spaventati, indignati per questo altro punto di degrado nella nostra città. Quindi BASTA!!! SCENDIAMO IN STRADA E RIPRENDIAMOCI I NOSTRI GIARDINI!!! Non vogliamo alcuna zona buia!!! Quindi invitiamo TUTTE LE FAMIGLIE COMASCHE a partecipare con i propri figli. Sarà anche un'occasione per dare voce alle vostre lamentele e ripetere, nelle prossime settimane, più e più volte tale iniziativa, perchè solo scendendo in strada possiamo vivere la nostra città, riprendendoci Como!!!".

Il presidio è iniziato alle 20.30 in piazzale Borgonovo per poi percorrere via Corridoni, viale Rosselli, via Veneto e terminare alla locomotiva.

Accesi i toni durante la manifestazione: qui il video.
Tra gli slogan urlati anche "O ci pensa la polizia o ci penseremo noi".

L'opposizione dell'Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti

Contro la manifestazione si sono schierati l'Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti, Como accoglie, Como senza frontiere, associazioni di opposto colore politico. 

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"L’Associazione Osservatorio Giuridico per i diritti dei Migranti di Como, l’Associazione Como Accoglie, la Rete Como Senza Frontiere venute a conoscenza dell’iniziativa del sedicente gruppo “Como ai Comaschi” volta a presidiare le aree pubbliche a verde dei giardini “a lago” e nell’area del Tempio Voltiano - hanno scritto in una nota - esprimono forte preoccupazione per il significato che gli organizzatori intendono conferire all’iniziativa in ottica anti immigrazione. La situazione dei giardini a lago, per quanto potuto constatare dai volontari che da tempo si occupano dei migranti che per vari motivi, pur avendo un diritto alla permanenza nel territorio italiano ed in particolare comasco, si trovano fuori da ogni percorso di accoglienza, non è certo da sottovalutare ma non può essere strumentalizzata in modo pericoloso al fine di elevare le tensioni sociali. Non a caso da tempo le associazioni, comprese le sottoscritte, -prosegue la nota- hanno segnalato alle Istituzioni il pericolo di aumentare le situazioni di disagio nel caso in cui non si fossero predisposti presidi minimi di accoglienza per tutti i migranti che hanno tuttora in corso la domanda di richiesta di protezione internazionale, oltre ai molti che, pur avendo già ottenuto un esito favorevole, attendono con tempi troppo lunghi solo il rilascio del permesso di soggiorno e/o del titolo di viaggio dalla locale Questura. Purtroppo, l’assenza totale di una gestione istituzionale di tutto ciò che attiene alla cosiddetta seconda accoglienza, per non parlare dei percorsi di integrazione post riconoscimento della protezione internazionale, determina situazioni degradanti dal punto di vista umano e di assenza di rispetto della dignità delle persone che finiscono per riversarsi sulla intera collettività. Questa situazione lungi dal dover essere strumentalizzata, meriterebbe la massima attenzione da parte delle Istituzioni e l’apertura di un dialogo franco e chiaro con tutte le forze di volontariato che negli ultimi due anni hanno fornito un indubbio contributo reale e concreto alla gestione del fenomeno migratorio e che possono evidenziare elementi determinanti per programmare interventi di minima accoglienza volti a garantire dignità alle persone e quindi prevenzione di possibili tensioni sociali. La presenza in città nella stessa giornata del Ministro dell’Interno (venerdì 8 giugno Matteo Salvini è arrivato a Como in Prefettura per parlare del caso degli autisti di Asf picchiati da alcuni stranieri che non volevano pagare il biglietto del bus, ndr) dovrebbe rappresentare - prosegue il comunicato- l’occasione per monitorare le inefficienze degli apparati ove sussistano e i percorsi virtuosi messi in atto dalla cittadinanza, dalle organizzazioni sociali e, nel caso di sinergie strategiche, anche da alcuni soggetti istituzionali, come è accaduto anche per la nostra esperienza con il Tribunale di Como. Auspichiamo, pertanto, -concludono-che tale intervento possa rivestire le caratteristiche proprie di un rappresentante delle più alte cariche dello Stato democratico, nel pieno rispetto dei principi di legalità".

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