Piscina di Muggiò chiusa: oggi il sit-in di protesta delle società sportive

Mozione del Pd in Comune per la riapertura dell'impianto olimpionico di Como

Piscina di Muggiò

La situzione non si sblocca, la piscina di Muggiò resta chiusa dallo scorso giugno 2019. I prossimi passi per Legnani, Fanetti, Lissi e Guarisco, consiglieri a Palazzo Cernezzi in quota Pd, sono chiari: “A questo punto, oltre a portare la questione con una mozione in consiglio comunale, lanceremo la raccolta firme anche cartacea e sosterremo il sit-in lanciato dalle società sportive”. La protesta organizzata da Pallanuoto Como e sostenuta anche da Como Nuoto si terrà oggi, mercoledì 8 gennaio, alle 19.15 a Muggiò nei pressi dell'impianto. 

La petizione per la riapertura della piscina di Muggiò è stato il primo atto del artito democratico comasco verso la “vergogna” di una struttura olimpionica chiusa da fin troppo tempo e le firme raccolte finora sono state circa 600 

“Una soddisfazione visto che è partita quasi in sordina e solo con il passaparola ha coinvolto oltre mezzo migliaio di persone in pochi giorni. Oltre tutto l’online non è ancora il metodo d’elezione per la raccolta firme”, ha commentato Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd.

Intanto, come detto, i consiglieri comunali Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, hanno annunciano la presentazione di una mozione: “L’assessore allo Sport Galli, a dicembre, aveva ipotizzato, o forse millantato, di risolvere il problema a breve, dicendo testualmente che prima della pausa natalizia avrebbero voluto chiudere la convenzione e magari riuscire a riaprire l’impianto agli sportivi per l’inizio dell’anno nuovo. Risultato? Non si è mosso nulla, quindi, con l’anno nuovo, siamo punto e a capo”.

Secondo i quattro dem, “il problema di fondo è che la Giunta non fa pianificazione e non fa manutenzione. Ma in generale è proprio vero che si disinteressa degli impianti sportivi, visto che, chi più, chi meno, sono tutti in pessime condizioni. È ovvio che ora ci vuole tempo per risolvere il problema, ma l’amministrazione Landriscina doveva pensarci un anno fa, quando sapeva che la convenzione con la Fin scadeva a giugno 2019”.

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