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"Perché la piscina di Muggiò è chiusa da 477 giorni? Sindaco e assessore non rispondono"

Rapinese insinua un dubbio: il Comune sta aspettando di cederla agli speculatori privati (Nessi&Majocchi?)

Due interrogazioni del consigliere di opposizione Alessandro Rapinese giacciono da mesi nei cassetti del sindaco Mario Landriscina e dell'assessore allo Sport, Marco Galli. Le due interrogazioni contengono evidentemente alucuni quesiti scomodi per l'amministrazione comunale che avrebbe dovuto rispondere entro venti giorni. Scomodi anche per quello che questi quesiti insinuano nemmeno troppo velatamente tra le righe.

La prima interrogazione senza risposta è stata addirittura depositata da Rapinese il 5 giugno. Il consigliere di opposizione chiedeva di sapere quali fossero "gli interventi minimi necessari alla riapertura della piscina di Muggiò". Chiedeva inoltre - e sta qui l'insinuazione di Rapinese - se tra le ragioni della chiusura della piscina "vi sia la volontà della giunta di cedere la struttura a speculatori privati". Il riferimento sottinteso, non confermato ma plausibile, va alla ditta Nessi&Majocchi, che ha già predisposto e presentato al Comune di Como un progetto per la riqualificazione dell'impianto natatorio.

La seconda interrogazione inevasa è datata 29 settembre e chiede "cosa abbia fatto l'amministrazione nei 457 giorni di chiusura della piscina di Muggiò per riaprirla".

"Nel frattempo i giorni di chiusura sono diventati 477 - commenta Rapinese - nonostante per riaprire la piscina sarebbero bastate a dir tanto due settimane di lavori, visto che gli interventi minimi necessari mi risulta siano davvero di modesta entità. I danni al tessuto sportivo del territorio sono ormai incalcolabili".

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