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Sindaco di Como, Pd oltre le turbolenze: sì unanime a Barbara Minghetti

Ma la strada per l'unità del centrosinistra è ancora lunga

Era difficile immaginare strappi all'interno del Pd sul nome di Barbara Minghetti. E alla fine, nonostante le pur note resistenze interne, è arrivato il sì unanime dei Dem, che indicheranno il nome dell'ex presidente del Teatro Sociale di Como - attuale consigliere di minoranza di Svolta Civica - quale candidata del Pd per la scottante poltrona di sindaco di Como. 

Ricucite le lacerazione interne, la strada verso la conquista di Palazzo Cernezzi è ancora lunga per un centrosinistra che appare ancora ampiamente diviso. Ma di certo quello del Pd è stato un passaggio fondamentale che non permetterà sorpassi a sinistra. Una blindatura di forza che mette gli alleati con le spalle al muro. E i malumori di Civitas, ma non solo, restano evidenti. Soprattutto sulle modalità con le quali si è arrivati al nome di Barbara Minghetti: un candidato non condiviso sulla base di un programma ma semplicemente imposto da chi si sente (naturalmente) il più forte. 

Una modalità che ha già scatenato anche le ire delle rinate Sardine e dei 5Stelle. Tuttavia già oggi proseguono gli incontri che potrebbero portare a un accordo ka anche all'ennesima spaccatura nel centrosinistra. La sensazione, però, è che alla fine si possa trovare un compromesso per convergere tutti sul nome "forte" di Barbara Minghetti. La quale, fin qui pubblicamente defilata, in questa fase potrebbe anche mostrare tutte le sue doti di abile tessitrice. Perché alla fine un eventuale no, più che al Pd, ora andrà detto a lei.  

Il graffio di Rovi (Civitas)

A dimostrazione dell'aria che tira, proprio ieri sera, nel giorno dell'incoronazione di Minghetti da parte del Pd, era arrivata la graffiata di Guido Rovi, consigliere comunale di Civitas, il gruppo che fa riferimento a Bruno Magatti.

"Quale dovrebbe essere il profilo ideale per il candidato del centrosinistra che lasci alle spalle gli anni di Landriscina? Certamente una figura che sia differente e alternativa alle politiche di questi anni. Un profilo politico che incarni una direzione opposta all'attuale stagione. Un profilo che attui politiche che vadano dall'abbandono alla cura:

- niente greewashing per la terza linea dell'inceneritore;
- rimettere al centro la responsabilità del pubblico facendogli assumere nuovamente centralità, ma in modo moderno ed europeo; 
- superare la fallimentare stagione di esternalizzazioni e bandi di gara col freno a mano.

Serve una politica che pensi al benessere sociale non come briciole di grandi progetti mediatici, le cui ricadute sono infinitesimali per i quartieri e per la città che fa fatica. Una politica che non guardi solo alla convalle e a chi vive con vista lago. Una politica che parli ai cittadini non come fosse la contessa dei Ferrero Rocher".

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