Parlamentari leghisti nel centro di Tavernola: "I falsi profughi hanno Mediaset Premium"

Alle 10.30 di questa mattina (sabato 30 aprile 2016) due parlamentari leghisti hanno varcato la soglia del Salesianum, ovvero del centro d'accoglienza profughi di Tavernola a Como. La stessa struttura per la quale è stato negato l'accesso ai...

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Alle 10.30 di questa mattina (sabato 30 aprile 2016) due parlamentari leghisti hanno varcato la soglia del Salesianum, ovvero del centro d'accoglienza profughi di Tavernola a Como. La stessa struttura per la quale è stato negato l'accesso ai consiglieri comunali. E' stato Marco Butti (Fratelli d'Italia) nelle scorse settimane a portare alla luce il problema del divieto d'accesso ai consiglieri comunali che, così, non hanno potuto verificare le condizioni in cui opera la struttura e la cooperativa che la gestisce. Tale diniego, però, non vale per i parlamentari. La Lega Nord, dunque, non ha perso tempo per valutare coi propri occhi come stiano davvero le cose all'interno del centro. Nicola Molteni, dunque, si è presentato al Salesianum insieme a Marco Rondini, membro della commissione parlamentare d’inchiesta sull’accoglienza, al segretario cittadino della Lega di Como e al responsabile immigrazione, per fare un sopralluogo nel centro dove sono ospitati quasi 300 profughi. Anzi, come li ha definiti Molteni al termine del sopralluogo "falsi profughi". Infatti il parlamentare canturino ha dichiarato: "Nel Salesianum sono ospitati 287 migranti in questo momento ma ho appreso che solo meno del 10% mediamente ottiene l'asilo politico, gli altri vengono mantenuti, serviti e riveriti senza che stiano scappando da nessuna guerra". Molteni ha poi insistito sui confort concessi agli ospiti: "Hanno persino Mediaset Premium, hanno un tavolo da ping-pong e un calcetto. Ho visto tanti giovani in forma non fare niente. Se ne stanno tutto il tempo con il cellulare in mano attaccati a facebook o a chissà cos'altro. Hanno gratis tutto ciò che molti italiani devono sudarsi".

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Poi il leghista Molteni è tornato sul tema moschea: "Abbiamo chiesto a qualcuno di loro che è di religione musulmana dove preghino: ci hanno risposto in via Pino. E' la prova che esiste davvero una moschea abusiva".

Per l'occasione è stato consentito l'ingresso anche a un consigliere comunale leghista di Como, Giampiero Ajani, e a un consigliere provinciale, Gianni Rusconi. La cosa avrà sicuramente un seguito politico in quanto a Marco Butti, consigliere comunale di Como di Fratelli d'Italia, è stato negato l'accesso sia dalla Prefettura che dal Ministero dell'Interno. Lo stesso Molteni ha commentato: "Inspiegabile che si vieti l'accesso a consiglieri comunali e a giornalisti se non c'è nulla da nascondere".

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