Paratie, sindaco annuncia altri 1,8 milioni dal Pirellone. Fermi critica, Dotti smentisce

Contributi aggiuntivi di Regione Lombardia al cantiere delle paratie: ieri sera il sindaco Mario Lucini ha annunciato che la giunta regionale ha approvato nel progetto di bilancio un nuovo stanziamento di 1,8 milioni di euro. Una bella notizia...

 

Contributi aggiuntivi di Regione Lombardia al cantiere delle paratie: ieri sera il sindaco Mario Lucini ha annunciato che la giunta regionale ha approvato nel progetto di bilancio un nuovo stanziamento di 1,8 milioni di euro. Una bella notizia? Non per due consiglieri regionali del centrodestra, Francesco Dotti (Fratelli d'Italia) e Alessandro fermi (Pdl) che smentiscono 8il primo9 e criticano (il secondo) l decisione di regione Lombardia di stanziare nuove risorse. A loro il sindaco Lucini replica: "Poco collaborativi, ostacolano la soluzione del problema solo per interessi politici di piccolo cabotaggio".

Per Dotti, addirittura, l'annuncio fatto da Lucini in consiglio non sarebbe nemmeno una notizia nel senso che a lui non risultano stanziati 1,8 milioni.

"O il sindaco Lucini ha la sfera di cristallo oppure ha deciso di seguire le orme del premier Renzi nella politica degli annunci - scrive Dotti in una nota stampa -. Delle due l'una. Infatti, del milione e 800 mila euro per completare il cantiere delle paratie annunciati lunedì in Consiglio comunale dal primo cittadino non c'è traccia né in alcuna delibera di Giunta regionale né nei capitoli di spesa riferiti all'assessorato regionale al Territorio. Lucini pensi piuttosto ai dieci mesi di ritardo con cui il Comune di Como ha consegnato la documentazione alla Regione. Documentazione per giunta largamente incompleta, tanto da dover richiedere un’integrazione all’istruttoria".

fermi-alessandro-2Fermi, invece, dà per assodato lo stanziamento della Regione e proprio per questo si è mostrato molto critico e si è detto contrario alla decisione della giunta Maroni tanto da scrivere al governatore della Lombardia una lettera che riportiamo qui di seguito integralmente:

Mi spiace caro Presidente ma, questa volta, non condivido. Tutti abbiamo a cuore il ripristino del lungolago di Como e Tu sai quanto abbiamo sostenuto la necessità che Regione Lombardia intervenisse per permettere di sbloccare la situazione. Tutti abbiamo apprezzato il Tuo concreto e risoluto intervento che ha, di fatto, messo il Comune nella possibilità di vedere una luce in fondo al tunnel di questa triste pagina del nostro capoluogo. Un intervento di oltre 11 milioni di euro. Tanti anche per l'Ente che ben rappresenti. Tutti Ti abbiamo ringraziato per aver ascoltato la voce dei Comaschi e dei turisti di tutto il mondo. Questi ulteriori 2 milioni di euro pero' sono "il troppo" che oltrepassa il limite. Lo supera per la possibilità che l'amministrazione comunale aveva ed ha di poter reperire autonomamente tali risorse. Lo supera per le scelte intraprese da questa amministrazione Comunale che hanno aggravato i costi, anche solo per i ritardi. Lo supera per tutti gli altri Sindaci che brinderebbero per ricevere un decimo di tale cifra da spendere per la prevenzione dei dissesti idrogeologici dei loro territori. Lo supera indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni. Con immutata stima. Alessandro Fermi

lucini-maroni-convenzione-paratie-2Il sindaco Lucini non ci sta e non risparmia qualche accusa e critica ai due consiglieri regionali comaschi: "nei giorni scorsi ho ricevuto la conferma che la giunta ha approvato lo stanziamento di 1,8 milioni inserendolo nel progetto di bilancio 2015-2017 approvato lo scorso 27 ottobre. Non posso che evidenziare lo spirito collaborativo del presidente Maroni e dell'assessorato al territorio, e al contrario con rammarico rilevo che ci sono consiglieri regionali comaschi che oltre a non aver mai dimostrato collaborazione sembra che abbiano come unica aspettativa l'affossamento della soluzione del problema lungolago. Auspico un loro ripensamento in caso contrario i cittadini comaschi trarranno le debite considerazioni dal loro comportamento che non può che essere interpretato come un ostacolo alla soluzione dei problemi solo per interessi politici di piccolo cabotaggio".

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