Paratie, il Comune contesta la diffida di Regione Lombardia

Con una delibera ufficiale la giunta di Palazzo Cernezzi ha contestato formalmente la diffida di Regione Lombardia che ha intimato all'amministrazione comunale di Como di procedere velocemente alla nomina del direttore dei lavori del cantiere...

Intervista a Maroni e Lucini: lavori paratie senza data certa e Tremezzina a rischio

Con una delibera ufficiale la giunta di Palazzo Cernezzi ha contestato formalmente la diffida di Regione Lombardia che ha intimato all'amministrazione comunale di Como di procedere velocemente alla nomina del direttore dei lavori del cantiere delle paratie del lungolago (in caso contrario il Pirellone afferma di voler affidare tale ruolo a un dipendente di Infrastrutture Lombarde).

In occasione della delibera di giunta il sindaco Mario Lucini ha inviato una lettera al governatore Roberto Maroni: "Il Comune di Como ha già sostanzialmente evaso tre delle quattro richieste di Regione Lombardia. Anche qui nessuno intende perdere tempo. Resta aperta la questione della nomina del nuovo direttore dei lavori, questione, come Lei sa, complessa e sulla quale, anche alla luce di quanto avvenuto sin qui, necessita la massima attenzione sia sotto il profilo amministrativo sia legale. La delibera da noi adottata chiarisce bene quale sia lo scoglio tecnico che non consente, al momento, ai dirigenti comunali di procedere a tale nomina. Non si tratta dunque di una presa di posizione politica, di negligenza o di eccessiva prudenza, bensì di un approccio serio a un complicato passaggio che dobbiamo affrontare lavorando tutti nella stessa direzione, nel rispetto della legislazione in materia di appalti pubblici”.paratie-19feb16-4

Queste le motivazioni che hanno portato l’esecutivo di Palazzo Cernezzi ad approvare la delibera di contestazione dei presupposti della diffida emanata da Regione Lombardia. “Le chiedo un incontro risolutore nelle opportune sedi e per il quale offro sin d’ora la mia totale disponibilità - prosegue il primo cittadino - Se Regione Lombardia ha una soluzione pronta e incontestabile, che possa soddisfare le esigenze di legittimità e trasparenza richieste dalla legge, sarò lieto di appoggiarla. So che Lei preferisce l'azione alla polemica. Per me vale esattamente lo stesso. Credo quindi che un nostro confronto franco e deciso potrà portare a risultati concreti”. Le quattro richieste, relative al cantiere sul lungolago, riguardano l’istituzione dell’ufficio di direzione lavori, la richiesta alla Procura di Como del dissequestro o dell’accesso temporaneo/acquisizione di copie degli atti progettuali e dei lavori per l’avvio delle attività da parte del nuovo Rup e Dl, la definizione del rapporto contrattuale per il coordinatore alla sicurezza in fase esecutiva, la definizione del cronoprogramma delle attività. Ed è il primo punto sul quale gli uffici comunali ravvisano l’impossibilità di poter procedere con un affidamento diretto, se pur a favore di un dipendente di Infrastrutture Lombarde, con il pagamento di un corrispettivo".

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