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Paratie e lungolago, 3 milioni di euro da restituire: appello della Corte dei Conti

Motivo del contendere i soldi dell'accordo bonario con Sacaim

Il cantiere delle paratie

Torna in primo piano il caso paratie a Como: in ballo ci sono i quasi 3 milioni di euro (2 milioni e 930 mila per la precisione) pattuiti nel famoso accordo bonario stipulato tra il comune e la società Sacaim .
Come riporta la Provincia di lunedì 19 febbraio 2018, il procuratore regionale della Corte dei conti Salvatore Pilato, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, ha annunciato ufficialmente di aver depositato istanza di appello contro la sentenza che nel novembre 2017 ha scagionato dall'accusa di avere procurato un danno patrimoniale indiretto all’ente per 2 milioni e 930mila euro Antonio Viola, ex direttore dei lavori, e Antonio Ferro, già responsabile del procedimento, tornato in servizio in comune nel dicembre 2017 dopo la sospensione.

L'accordo bonario

I 3 milioni di euro fanno parte del cosiddetto "accordo bonario" raggiunto a fine 2013 tra Palazzo Cernezzi e l'azienda veneziana Sacaim impegnata nei lavori del lungolago. Fin dall'estate 2012 l'azienda aveva preteso un risarcimento per un, a suo dire, ingiustificato fermo cantiere, quantificato in 6 milioni di euro. In seguito a una procedura di arbitrato la somma scese a 2 milioni 930 mila euro, regolarmente pagati. La Guardia di Finanza scrisse che questi soldi non rientravano nei costi previsti del progetto ed erano stati provocati dalle varianti che avevano fatto lievitare i costi a danno delle casse dell'erario.

L'appello del procuratore


Come cita il quotidiano, nella sua relazione Pilato scrive: «La sezione giurisdizionale ha ritenuto di escludere la natura grave della colpa ascritta dal pubblico ministero nei confronti del direttore dei lavori e del responsabile unico del procedimento, in considerazione delle “pressioni politiche” tradotte in “plurimi interventi autoritativi” ricevuti dai predetti uffici al fine dell’esercizio - comunque illegittimo - del potere di variante, che ha determinato il risarcimento all’impresa per l’andamento anomalo dei lavori e del cantiere. In considerazione della natura molto insidiosa - sotto il profilo giuridico - della motivazione assolutoria, per la centralità strategica che le figure organizzative del Rup e del Dl hanno oramai assunto nella legislazione sui contratti pubblici e negli atti di regolazione dell’Anac, la procura regionale ha tempestivamente depositato l’atto di appello».
Sempre nella relazione il procuratore scrive che sono in corso ulteriori accertamenti istruttori in collaborazione con la Procura di Como. 
Il proscioglimento di Viola e Ferro era stato motivato con l'impossibilità di certificare un comportamento gravemente colposo da parte dei due tecnici: solo in questo caso sarebbe stato possibile pretendere la restituzione delle somme. Ora la Procura chiede una rivalutazione del caso. 

Il processo


L'appello della Corte dei conti è stato fatto inserire dal pubblico ministero Pasquale Addesso, impegnato nel processo a carico di tecnici e amministratori sempre per il caso paratie, negli atti del procedimento. Adesso si attende la decisione dei giudici contabili.

Intanto l'8 gennaio 2018 il cantiere del lungolago ha compiuto 10 anni: era il 2008 quando si diede il via ai lavori.

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