Ospedale Sant'Anna, comizio improvvisato dell'assessore regionale contro il Governo

In molti non hanno gradito il dilungarsi dell'assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani, sui temi politici in difesa del federalismo e contro il "centralismo". L'occasione, stamattina all'ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia...

In molti non hanno gradito il dilungarsi dell'assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani, sui temi politici in difesa del federalismo e contro il "centralismo". L'occasione, stamattina all'ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia, era la presentazione e l'inaugurazione di un avanzatissimo macchinario per la cura del cancro attraverso la radioterapia (il macchinario Vero).

La polemica - L'assessore Bresciani ha parlato per oltre mezz'ora dei tagli alla sanità lombarda da parte del Governo. Nel nostro video viene presentato un breve estratto del lungo discorso in cui sono evidenti i toni polemici e accusatori nei confronti di Palazzo Chigi. Torto o ragione che abbia Bresciani, il problema è che gli invitati alla presentazione del macchinario Vero erano accorsi per la presentazione dello strumento di cura del cancro e non si aspettavano un intervento così lungo su temi d'attualità politica, ancorché collegati alla sanità.

Alla fine il fiore all'occhiello della sanità lombarda è stato presentato, con grande soddisfazione del direttore generale dell'ospedale Sant'Anna Marco Onofri, che ha però ricordato come l'acquisto di tale strumentazione la si debba alla direzione dell'ex numero dell'ospedale, Andrea Mentasti.

Cos'è vero - “Vero” è un acceleratore lineare di ultima generazione, l’unico del genere operativo in Italia, che è in grado di trattare le neoplasie maligne con elevatissima precisione grazie al fatto che la macchina ruota attorno al paziente e su sé stessa, “inseguendo” il tumore anche se vicino a organi in continuo movimento.

Il primario di Radioterapia Dorian Cosentino ha illustrato il funzionamento dell'apparecchio. “Il ‘Vero’ – ha spiegato – riunisce in sé la più avanzata tecnologia radioterapica per la cura dei tumori. Come funziona - L’apparecchiatura ruota attorno al paziente e su sé stessa ed è in grado di irradiare le neoplasie con altissima precisione balistica e con il massimo risparmio possibile dei tessuti sani circostanti”. Durante la rotazione, infatti, è possibile sia visualizzare il tumore mediante radiografie ad alta risoluzione o attraverso un’immagine tac (TC), sia inseguirlo durante l’erogazione del fascio radiante. Ciò consente, inoltre, di mantenere sempre la massima “conformazione” del fascio di raggi X sul bersaglio tumorale. Grande precisione - “Il tumore – aggiunge il professor Cosentino - può essere irradiato anche se è collocato in organi che normalmente si muovono durante la seduta di radioterapia, senza dover spostare il paziente. Questa caratteristica del “Vero” è soprattutto utile, ad esempio, quando si trattano i tumori collocati in prossimità di organi sani suscettibili di ricevere un danno da radiazioni, come quelli del distretto testa- collo o i tumori polmonari che si muovono seguendo il movimento del torace e sono anche influenzati dal movimento di pulsazione del cuore e sui tumori degli organi addominali influenzati anch’essi dal respiro, dalla peristalsi intestinale e dal grado di riempimento del retto e della vescica”. La possibilità di acquisire immagini con la tac (TC) durante il trattamento consente di verificarne la correttezza confrontandole con quelle acquisite nella fase di pianificazione del trattamento stesso. La prima terapia con il ‘Vero’ – acquisito con un investimento di circa sei milioni di euro - è stata effettuata l’8 novembre scorso. Da allora, sono stati trattati cinque pazienti. Le sedute durano circa una decina di minuti, ma in caso di trattamenti più complessi, i tempi possono allungarsi. Quando l’attività sarà a pieno regime, potranno essere curati circa 25-30 pazienti al giorno.
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