Giovedì, 13 Maggio 2021
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Ordinanza anti-accattonaggio, Confesercenti: "A Como diventi permanente"

L'associazione chiede anche foglio di via per i trasgressori ed estensione all'area del mercato coperto

Mendicante in centro Como

L'ordinanza anti accattonaggio a Como diventi permanente: a chiederlo è Confesercenti a pochi giorni dalla scadenza del provvedimento. Firmato dal sindaco Mario Landriscina il 15 dicembre 2017, il documento ha durata di 45 giorni e una limitazione nell'area di applicazione alla ztl della città murata e altre aree limitrofe. L'associazione comasca chiede ora non soltanto che l'ordinanza diventi permanente, ma anche che la sua validità venga estesa al mercato coperto, dove da sempre i commercianti chiedono più sicurezza.
"Tra pochi giorni - sottolinea il direttore di Confesercenti Angelo Basilico in un comunicato del 9 gennaio 2018 - scade l'ordinanza del sindaco di Como Mario Landriscina contro l'accattonaggio. Chiediamo che il provvedimento assuma carattere permanente, venendo recepito nelle sue linee guida all'interno del regolamento di polizia locale, con due aggiunte: l'esplicita estensione all'area del mercato coperto del divieto di accattonaggio e la disposizione per i trasgressori dell'allontanamento per 48 ore dalla città, che in casi di recidiva può estendersi nella sua durata. Quest'ultima previsione è contenuta in analoga ordinanza firmata dal sindaco di Lecco e chiediamo che anche Como la inserisca nel regolamento".

Il discorso di Confesercenti, poi, si allarga alla piaga del racket: "L'inchiesta di Panorama del 26 Dicembre scorso - prosegue Basilico- ha messo in evidenza come il fenomeno dell'accattonaggio in moltissimi casi si sia trasformato in un racket controllato dalla mafia nigeriana e da altre organizzazioni criminali: chiediamo alla magistratura e alle forze dell'ordine di condurre le opportune indagini per stroncare ogni forma criminale di un fenomeno che si è appropriato di molte città italiane, invitando i servizi sociali a farsi carico delle persone in effettivo stato di bisogno e non certo di coloro che, pur di sana e robusta costituzione, hanno fatto dell'accattonaggio una professione alternativa al lavoro ed attendono che gli altri cittadini lavorino per riempire il loro cappello".
Il 23 gennaio 2018, intanto, è attesa la riunione della camera di consiglio del Tar della Lombardia dopo il ricorso sull'ordinanza presentato dall'associazione Civitas-Progetto Città.

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