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Nell'elenco scrutatori 4 figli del capogruppo PD. E' polemica

Nell'elenco dei 304 scrutatori proposti per partecipare alle operazioni di voto e spoglio nei 78 seggi di Como in occasione delle europee ci sono quattro figli del capogruppo del PD, Stefano Legnani. L'elenco, ha spiegato il presidente della...

Tommaso Legnani, segretario Giovani del PD di Como

Nell'elenco dei 304 scrutatori proposti per partecipare alle operazioni di voto e spoglio nei 78 seggi di Como in occasione delle europee ci sono quattro figli del capogruppo del PD, Stefano Legnani. L'elenco, ha spiegato il presidente della commissione elettorale Marcello Iantorno, è stato deliberato dalla commissione lunedì pomeriggio. Tra i commissari c'è anche il consigliere comunale Luca Ceruti di Movimento 5 Stelle che lo scorso marzo aveva proposto una mozione per introdurre nuovi e precisi criteri nelle nomine degli scrutatori. Proprio Ceruti esprime considerazioni polemiche e critiche contro la scelta di proporre come scrutatori i quattro figli del capogruppo del PD: "Si tratta di scelte legittime, ma credo si presenti un problema di opportunità. Lo dico perché mi metto nei panni di chi non ha conoscenze e amicizie e da tanto tempo, magari, chiede di essere nominato scrutatore. Che vantaggi ci sono dal nominare parenti e amici? Forse i quasi 100 euro con i quali vengono retribuiti gli scrutatori, ma forse fa anche comodo avere occhi di fiducia sui seggi senza dover avere i rappresentanti di lista. I criteri che avevo proposto a marzo servivano proprio per evitare queste situazioni e favorire nelle nomine degli scrutatori giovani e disoccupati al di là dei loro legami con chicchessia".

Gli scrutatori indicati dalla commissione dovranno nei prossimi giorni confermare ufficialmente la loro disponibilità già anticipata in parte proprio dal fatto di essersi iscritti nell'apposito elenco. Tommaso Legnani oltre che figlio del capogruppo del PD è anche segretario dei Giovani Democratici di Como. E' convinto che non ci sia nulla di sconveniente nell'eventuale nomina sua e dei suoi fratelli: "Prima la scelta degli scrutatori si basava sul sorteggio ma capitava che molti non dessero poi la disponibilità. Da parte mia posso dire che ho già fatto lo scrutatore e credo di averlo fatto bene, anche perché non ho mai ricevuto critiche o rimostranze. Non sento di avere rubato il posto a qualcuno".

Il capogruppo Stefano Legnani ha sottolineato la sua estraneità alla scelta di proporre i suoi figli: "Non faccio parte della commissione e non scelgo io nomi di chi proporre come scrutatore. Ad ogni modo i miei figli sono inseriti nelle liste degli scrutatori da tanto tempo (tre di loro sono già stati scrutatori nelle passate elezioni, ndr) e tre di loro sono studenti. Non credo si arricchiscano con il compenso da scrutatore. Non ravviso alcun problema o questione di opportunità".

L'assessore Marcello Iantorno in qualità di presidente della commissione ha spiegato: "Abbiamo deliberato i 304 nomi da proporre come scrutatori all'unanimità senza che venissero sollevate polemiche in commissione. La scelta ha rispettato criteri precisi: privilegiare studenti, disoccupati, persone alla prima esperienza, non eletti a cariche politiche e non candidati. Oltre la metà delle persone scelte sono giovani nati dopo il 1990".

Ceruti ha commentato: "In sede di commissione non ho contestato le scelte perché, lo ripeto, sono state fatte in modo legittimo. Avrei potuto sollevare eccezioni su ogni singolo nome ma avrei causato solo problemi e ritardi alla commissione. Ogni commissario ha proposto una lista di nomi anche in base alle segnalazioni di altri consiglieri comunali. Quello che ho fatto io è stato proporre da parte mia nomi che oltre a rispettare i criteri anagrafico e occupazionale non fossero imparentati tra loro".

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