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Como, anche dalla maggioranza una mozione per dire no alla terza linea del forno inceneritore

Documento presentato dal consigliere Cenetiempo (Forza Italia)

Questa volta in discussione c'è un tema che tocca da vicino la cittadinanza poiché ha a che fare con la salute pubblica. Davanti alla richiesta di Acsm-Agam di realizzare la terza linea del forno inceneritore per bruciare i fanghi derivanti dalla depurazione, la politica locale si trova immersa in un serrato dibattito che impone una presa di posizione chiara ed esplicita davanti ai cittadini. Diversi partiti e forze politiche stanno pian piano esplicitando la loro posizione al riguardo. Adesso anche in maggioranza stanno emergendo posizioni critiche, anzi, contrarie. Il 3 febbraio il capogruppo di Forza Italia ha protocollato una mozione per invitare il consiglio comunale a esprimere contrarietà alla terza linea del termovalorizzatore.
Il documento predisposto da Enrico Cenetiempo prende le mosse dalla constatazione di diversi aspetti ritenuti critici, preoccupanti o comunque neccessitanti ulteriori approfondimenti. Per esempio, secondo la mozione di Cenetiempo la proposta di realizzare la terza linea "non risulta incardinata in forza di effettive e dimostrate esigenze territoriali".
Due sono in particolare i punti della mozione che fanno leva su considerazioni legati alla salute pubblica. "Allo stato - si legge - non sono disponibili relazioni tecniche in grado di qualificare l'iniziativa come rispondente ad effettive esigenze territoriali (anche a seguito di una valutazione coordinata delle esigenze degli impianti di trattamento delle acque reflue operanti nell'ambito territoriale ottimale di Como) in grado di giustificare la necessità e il dimensionamento dell'impianto proposto". Inoltre: "Le imprescindibili esigenze di tutela della salute e dell'ambiente richiedono una dimostrata applicazione delle migliori tecnologie esistenti anche al fine di valutare con precisione il cosiddetto danno ambientale non evitabile". 

Eppure, sebbene in gioco ci siano temi ambientali e di salute pubblica la discussione rischia di restare impantanata o comunque viziata da giochi squisitamente politici. Come sottolineato a più riprese dal consigliere di opposizione Alessandro Rapinese, il presidente di Acsm-Agam è stato nominato in quota PD mentre il vicepresidente è espressione diretta del Comune di Como ma in quota Fratelli d'Italia. Si capisce da qui come e quanto la questione sia politicamente trasversale e veda intrecciarsi veri o presunti interessi. 

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