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Maroni a Cernobbio: "Sì ai candidati indagati se hanno rispettato il codice etico della Lega"

"Dillo a Maroni". E' l'iniziativa di ascolto della società civile promossa da Roberto Maroni, candidato presidente della Regione Lombardia per la Lega Nord. mercoledì l'iniziativa ha fatto tappa a Villa Erba a Cernobbio. Al termine dell'incontro...

"Dillo a Maroni". E' l'iniziativa di ascolto della società civile promossa da Roberto Maroni, candidato presidente della Regione Lombardia per la Lega Nord. mercoledì l'iniziativa ha fatto tappa a Villa Erba a Cernobbio. Al termine dell'incontro Maroni si è messo a disposizione delle domande dei giornalisti. Sulle perquisizioni della guardia di finanza nelle sedi del Carroccio a Milano e Torino - effettuate nell'ambito di un'inchiesta sulle quote latte partita dopo il fallimento di una cooperativa in cui si ipotizzano reati di corruzione e bancarotta fraudolenta - Maroni si è detto tranquillo e ha tenuto a precisare che "la Lega Nord non c'entra nulla". Ha anche precisato che per quanto lo riguarda non si tratta affatto "di un complotto": "Io non ho mai parlato e non parlerò mai di complotto".

Poi si è parlato anche di candidati (e ricandidati) leghisti sotto indagine. Maroni ha affermato di non volere valutare la candidabilità di una persona in base al fatto se sia o meno indagata. Una chiara apertura verso esponenti leghisti sotto inchiesta a causa delle indagini della magistratura sui rimborsi dei consiglieri regionali. Tra questi figurano il comasco Dario Bianchi e il lecchese Stefano Galli.

"Per me il fatto che uno sia indagato - ha detto Maroni - non comporta di per sé l'esclusione dalla lista perché non voglio mettere nelle mani della Procura della Repubblica la decisione se fare liste o no. Noi abbiamo un codice deontologico che va persino al di là e più in profondità rispetto al semplice rispetto della legge. una persona indagata è soggetta a un'indagine penale che potrà postare alla condanna o alla soluzione, lo deciderà un giudice. La mia valutazione è se la persona indagata o meno abbia rispettato o no il codice etico della Lega. Può essere che qualcuno non indagato non l'abbia rispettato, e allora non verrà ricandidato. Qualcun altro indagato magari mi dimostra di averlo rispettato".

All'incontro di oggi a Villa Erba c'erano molti volti noti della politica e della società civile. C'era anche Antonio Rossi, ex campione di canottaggio impegnato anche in politica. Il suo nome circola come possibile assessore regionale allo Sport. "La cosa mi fa sicuramente piacere - ha commentato Rossi - ma è ancora prematuro parlarne". In ogni caso, Rossi ha dichiarato che gli avrebbe fatto piacere candidarsi a sostegno di Maroni ma che a causa delle sue frequenti apparizioni in tv avrebbe violato la par condicio. Rossi si è dimesso da assessore provinciale allo Sport di Lecco.

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