Le farmaciste di Muggiò e la causa vinta contro il Comune. Il caso in aula a Palazzo Cernezzi

C'è chi, come la consigliera d'opposizione Laura Bordoli, parla di "danno erariale", e chi, come Alessandro Rapinese (Adesso Como) invita sindaco e giunta a pagare di tasca propria. Le due dipendenti impiegate nella farmacia di Muggiò hanno fatto...

 

C'è chi, come la consigliera d'opposizione Laura Bordoli, parla di "danno erariale", e chi, come Alessandro Rapinese (Adesso Como) invita sindaco e giunta a pagare di tasca propria. Le due dipendenti impiegate nella farmacia di Muggiò hanno fatto causa al Comune di Como. E l'hanno vinta. Il Comune, quindi, è stato condannato dal giudice del lavoro a riassumere le due donne a partire dalla data in cui avevano perso il loro posto di lavoro. Per Bordoli e Rapinese il problema è che l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Lucini era stata avvertita del rischio che avrebbe corso se le dipendenti della farmacia avessero fatto causa.

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Il problema è nato quando la giunta ha deciso di vendere le farmacie comunali. Con la vendita alcuni dipendenti avrebbero perso il posto di lavoro. A suo tempo Bordoli aveva fatto la seguente osservazione: le due farmaciste prima di passare in forze alla farmacia di Muggiò lavoravano negli uffici comunali con la qualifica di dirigenti; una clausola nel loro contratto garantiva che, nel caso in cui il Comune avesse deciso di dismettere e cedere la farmacia, loro sarebbero state riassunte dall'Ente di via Vittorio Emanuele. Il Comune, però, ha garantito solo l'occupazione delle due dipendenti per un periodo di 12 mesi. E secondo il giudice ha sbagliato: avrebbe dovuto riassumerle e farle tornare a lavorare negli uffici comunali a partire da febbraio 2014.

Lunedì sera in consiglio il caso è approdato in aula grazie a due interventi preliminari dei consiglieri Bordoli e Rapinese. Secondo la consigliera Bordoli "si configura il danno erariale" perché "se fossero state reintegrate in Comune avrebbero permesso al Comune di risparmiare i soldi necessari a due nuove assunzioni". Il consigliere Rapinese è stato ancora più duro e diretto contro l'amministrazione Lucini: "Chi ha sbagliato deve pagare. Eravate stati avvisati che quello che stavate facendo non era corretto. Sindaco e giunta prendono 300mila euro all'anno per amministrare i soldi dei cittadini e questo è il risultato. Chi butta i soldi dei cittadini comaschi nel water deve pagare".

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