Martedì, 22 Giugno 2021

Intervista di fine anno a Bizzozero: "Cantù senza soldi, 2013 peggiore del 2012"

“Sarà un anno molto molto duro. Anche a livello nazionale”. Claudio Bizzozero sindaco di Cantù, durante l’intervista di fine anno, traccia un bilancio del suo primo anno di governo della città e parla anche del 2013. Il primo cittadino canturino...

“Sarà un anno molto molto duro. Anche a livello nazionale”. Claudio Bizzozero sindaco di Cantù, durante l’intervista di fine anno, traccia un bilancio del suo primo anno di governo della città e parla anche del 2013. Il primo cittadino canturino non ha dubbi: il 2013 sarà un anno “peggiore del 2012, per quello che non dipende da noi, soprattutto per il bilancio. Il fondo non l’abbiamo ancora toccato”. Precisa però che per le cose che “competono personalmente a noi sarà positivo. Avremo un PGT unico nella storia di questa città. Difesa ad oltranza del territorio”.

Un 2012 senza rimorsi o rimpianti

Durante l’intervista, Bizzozero spiega le scelte fatte durante questo primo anno targato Lavori in Corso, le dichiarazioni che lo hanno reso protagonista durante l’autunno appena trascorso e parla della difficile situazione finanziaria dei Comuni. Non rinnega niente: le scelte fatte dall’amministrazione, secondo Bizzozero, sono state “coraggiose”, anche se “difficili” e, se possibile, rifarebbe tutto allo stesso modo. “Il grosso delle difficoltà derivano dalle scelte di governo, che sono folli, soprattutto per i vincoli del patto di stabilità. Noi ci siamo arrivati ieri, grazie a oneri imprevisti. Siamo arrivati sul filo di lana”, spiega Bizzozero.

Pgt, priorità del 2013

Sul PGT, documento che era stato adottato ai tempi dell’amministrazione Sala e poi revocato dalla giunta Bizzozero in estate, spiega: “La scelta di revocare il piano era inevitabile. Mantenere quel PGT sarebbe stato come martoriare il territorio con l’ennesima colata di cemento. Abbiamo deciso di affidare gli incarichi ai nostri uffici, cosa abbastanza atipica”. Insomma, sulla bontà della revoca, non ha dubbi: “La revoca è stata giusta, inevitabile”. La revoca da parte dell’amministrazione Bizzozero è stata fortemente criticata dalle opposizioni. Su questo argomento, Bizzoero spiega: “Non era possibile modificare radicalmente il PGT nella fase fra adozione e approvazione definitiva. E’ piuttosto un problema di coraggio. Abbiamo seguito la strada più difficile e la rifarei. L’unico rischio è che dal primo gennaio fino all’approvazione del PGT le possibilità edificatorie della nostra città sono ferme. Ma dov’è il problema? Il mercato edilizio è completamente fermo”. Annuncia, inoltre, che il nuovo PGT seguirà due motivi conduttori: la tutela e la promozione del territorio.

I nuovi poveri e i "fannulloni"

Altro problema che sembra preoccupare il sindaco è quello legato ai “nuovi poveri”: “E’ il problema che mi dà maggiore preoccupazione, ma il livello di autonomia locale è ridotto al lumicino, quasi a zero”. Per quanto riguarda le dichiarazioni esternate durante l’autunno che lo hanno portato anche alla ribalta nazionale, Bizzozero non rinnega niente: “Non sono affatto dichiarazioni estemporanee come ha detto qualcuno. Tutt’altro. Sono frutto di una riflessione personale che dura da anni. Noi viviamo in un Paese che è il regno del privilegio e del parassitismo e chi lavora onestamente viene massacrato”. Anche sui dipendenti comunali “furbetti”, Bizzozero precisa: “Nel mio Comune abbiamo la gran parte di dirigenti e dipendenti che fanno bene il loro lavoro. Grazie a loro la nostra macchina amministrativa funziona. Poi, però, c’è una parte di dipendenti, è stato dato il termine “fannulloni”, ed è così. E’ inutile negarlo. Voglio dire ai miei concittadini, però, di non fare di tutta un’erba un fascio”.

Questione Palazzetto

E per la questione palazzetto? I lavori saranno consegnati entro maggio? “Io ai miracoli ci credo poco. Qui però la nostra capacità di agire è zero. C’è la convenzione da rispettare. Quella è una pessima convenzione, scritta molto male, ma è quella”. Anche sulle prossime elezioni, Bizzozero sembra poco fiducioso: “Che vinca Monti, Berlusconi, Bersani o Grillo non vedo nessuna differenza”.

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