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Mascherine gratis, Rapinese al sindaco: "Non sigillate e lasciate in luoghi poco igienici. Quanto sono sicure?"

Interrogazione del consigliere comunale: "Sacchetti chiusi con una semplice graffetta e le cassette delle lettere sono tra i posti meno puliti"

Un sacchettino di plastica chiuso solo con una graffetta e depositato nella cassetta delle lettere. Tanto basta per sollevare il caso riguardo alla sicurezza dal punto di vista igienico delle mascherine anti-contagio che il Comune di Como sta distribuendo gratuitamente ai cittadini. A esprimere dubbi è il consigliere comunale di opposizione, Alessandro Rapinese, che ha deciso di depositare un'interrogazione rivolta al sindaco di Como, Mario Landriscina, per chiedere garanzie sul corretto confenzionamento e sulla igienicità delle mascherine.

"In questi mesi di lockdown - commenta Rapinese - io e la mia compagna abbiamo pulito tutta la casa in lungo e in largo, e non vi dico quanto sporco c'era dietro la lavatrice. Abbiamo pulito ovunque, ma anche noi, come credo tutti, non abbiamo pensato di pulire le cassette delle lettere che sono, a mio avviso, uno dei posti meno igienici in assoluto. Quindi, mi chiedo, come è possibile depositarvi dentro un dispositivo di protezione individuale, quale è la mascherina anti-virus, senza che tra l'altro questa sia confezionata in modo sicuro? Una graffetta non può essere sufficiente - conclude Rapinese - tanto più che essa stessa non è certo sterilizzata".

L'interrogazione di Rapinese prende le mosse dalle disposizioni che vietano la vendita sfusa di mascherine addirittura ai farmacisti, poiché lo spacchettamento delle mascherine in ambienti non sicuri potrebbero rendere il loro utilizzo addirittura nocivo per chi le indossa.

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