Il mistero dei centri d'accoglienza: ingresso vietato ai consiglieri comunali

Troppi segreti sui centri di accoglienza profughi di Como. Nemmeno i consiglieri comunali possono toccare con mano le condizioni e le modalità con le quali vengono gestiti. Ci ha provato Marco Butti, consigliere di Fratelli d'Italia, attraverso...

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Troppi segreti sui centri di accoglienza profughi di Como. Nemmeno i consiglieri comunali possono toccare con mano le condizioni e le modalità con le quali vengono gestiti. Ci ha provato Marco Butti, consigliere di Fratelli d'Italia, attraverso un'inutile serie di richieste presentate al prefetto Bruno Corda. Ogni volta ha ricevuto un diniego. Ha chiesto di visitare il centro di Tavernola ospitato nella struttura dei Salesiani, gestita dalla cooperativa Il Focolare, ma niente da fare. Secondo la legge i consiglieri comunali non possono entrare. La conferma di questo divieto è arrivata anche dal ministero dell'Interno di Angelino Alfano. E' caduta nel vuoto anche la richiesta di visitare il centro Sacco e Vanzetti di Prestino, gestita dalla cooperativa Domus Caritatis.

Tanti altri gli aspetti controversi secondo Fratelli d'Italia che questa mattina ha convocato a Tavernola, davanti al centro dei Salesiani, una conferenza stampa. “E' assurdo – ha commentato Butti, insieme al coordinatore provinciale Marco Mainardi e agli esponenti FdI presenti (Massimo Mascetti e Franco Martella) – che un consigliere non possa entrare per un sopralluogo, mentre sappiamo di numerose altre persone, privati cittadini, che hanno avuto accesso. Ovviamente abbiamo le prove di quello che affermiamo. Abbiamo diverse testimonianze di persone entrate nel centro per presentare alla cooperativa, per esempio, nuovi corsi di lingue”.

Il problema del centro di Tavernola secondo Butti è anche un altro: “Ospita 350 profughi, un numero eccessivo. Nel 2014 avevo presentato un documento approvato dal consiglio comunale che invitava l'amministrazione a impegnarsi affinché la maggior parte dei profughi in arrivo nel Comasco non fossero ospitati nel capoluogo ma fossero distribuiti più equamente anche sul resto del territorio provinciale. Invece ci troviamo ancora ad avere più di 800 migranti sul Comune di Como rispetto a un totale di 1.400 presenti sul territorio provinciale. L'amministrazione comunale non ha fatto nulla”.

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Di obiezione, e pure dure, ce ne sono anche per il centro di Prestino. “E' gestito dalla cooperativa Domus Caritatis – ha premesso Butti – una di quelle realtà indagate nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale. Ho chiesto accesso agli atti riferiti alla gara vinta da questa cooperativa, ma ho scoperto con grande sorpresa che la sua proposta di gara è segretata, per tanto non può essere divulgata all'esterno dell'Ente. Allora – ha continuato Butti – ho chiesto i verbali riferiti ai sopralluoghi del Comune per capire se ci sia effettiva corrispondenza tra l'offerta di gara e i servizi erogati. Tali verbali sono a dir poco ridicoli. Non sono controfirmati, spesso sono redatti dalla stessa persona e presentano parti copiate e incollate da un verbale all'altro”.

Per il momento FdI intende agire attraverso i suoi deputati. E' stata già predisposta un'interrogazione sul centro di Tavernola da presentare alla Camera. Intanto Butti tiene a mettere in evidenza un dato: “Più della metà dei profughi a Como sono ospitati nei quartieri di Tavernola, Sagnino e Ponte Chiasso”.

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