"Ha reso difficile posteggiare in città ma mette l'auto in Comune". Rapinese contro l'assessore Gerosa

L'assessore che ha ha “blindato” la città alle auto dei non residenti abita fuori Como. E quando viene in città utilizza il parcheggio interno di Palazzo Cernezzi per svolgere la sua attività amministrativa. Daniela Gerosa detiene la delega alla...

 

L'assessore che ha ha “blindato” la città alle auto dei non residenti abita fuori Como. E quando viene in città utilizza il parcheggio interno di Palazzo Cernezzi per svolgere la sua attività amministrativa. Daniela Gerosa detiene la delega alla Viabilità e Mobilità e, per tanto, è la referente politica dei contestati (soprattutto dai commercianti del centro) provvedimenti adottati dalla giunta per estendere la Zona a traffico limitato, eliminare i posti bianchi del centro e sostituirli con posti blu a pagamento o per residenti (in alcuni casi con rialzo delle tariffe). Non è un segreto che questi provvedimenti abbiano suscitato numerosi mal di pancia e abbiano diviso in due l'opinione pubblica. Non è nemmeno un segreto che a cavalcare il diffuso malcontento sia stato il consigliere di opposizione di Adesso Como, Alessandro Rapinese, con manifestazioni, cortei e persino tentativi di referendum. Quando Rapinese ha intrapreso la sua battaglia politica contro i provvedimenti dell'assessore Gerosa quest'ultima abitava a Como e si spostava molto spesso in bicicletta. Oggi, però (lei lo ha confermato, ndr) vive fuori città e spesso utilizza l'auto per recarsi in Comune e svolgere la sua attività di assessore. Dove posteggia? La risposta ha reso furioso il consigliere di opposizione che ieri ha tuonato contro l'assessore. “Gerosa invita i cittadini a spostarsi con i mezzi pubblici o a parcheggiare fuori dal centro nell'autosilo Valmulini – ha detto – ma non capisco perché io veda continuamente la sua auto posteggiata all'interno di Palazzo Cernezzi. Perché non dà il buon esempio e non la lascia l'auto al Valmulini? Valgono solo per gli altri i consigli che dà?”.

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Gerosa non polemizza e non contrattacca, si limita a chiarire il suo punto di vista: “Da quando abito fuori Como utilizzo l'auto un po' più spesso, è vero. Non vedo perché debba giustificarmi se nell'ambito della mia attività di amministratore utilizzo gli strumenti messi a disposizione dal Comune”.

E' poi toccato all'assessore al Bilancio, Paolo Frisoni, subire l'attacco politico di Rapinese. La questione riguarda le tasse, o meglio, il loro mancato innalzamento che a detta di Rapinese sarebbe stato spacciato come una “promessa mantenuta” anche dal quotidiano locale la Provincia (ecco l'attacco al giornale di via Paoli) mentre, invece, “il non ritocco al rialzo delle tasse era obbligatorio per legge e quindi l'amministrazione non avrebbe potuto alzarle nemmeno volendo. Frisoni ha avuto il coraggio di dichiarare, e La Provincia di riportare, che il non avere alzato le imposte è stata una promessa mantenuta. Inquietante che nessun organo di informazione abbia riportato che non è stato fatto altro che rispettare la legge”. Frisoni fuori microfono, però, ha chiosato: “Avevamo deciso di non aumentare le imposte ancor prima che fosse emanata la legge”.

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