Giunta Lucini, rimpasto vicino e Pd nel caos: oggi arriva il paciere Alfieri

Alla fine arriva il pezzo da novanta per dirimere le questioni interne. Alessandro Alfieri, segretario regionale del Partito Democratico, oggi (26 settembre 2014) sarà a Como. Obiettivo chiarire come avverrà l'ormai (quasi certo) rimpasto nella...

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Alla fine arriva il pezzo da novanta per dirimere le questioni interne. Alessandro Alfieri, segretario regionale del Partito Democratico, oggi (26 settembre 2014) sarà a Como. Obiettivo chiarire come avverrà l'ormai (quasi certo) rimpasto nella giunta di Como.

La questione è complicata, frutto di geometrie e calcoli sullo scacchiere interno al partito più pesante in città e in provincia, ma può essere riassunta in pochi passaggi: è necessario che Alfieri (uomo di peso non solo sul piano regionale ma anche nazionale) convinca il partito comasco ad approvare l'ingresso nella giunta Lucini dell'attuale segretario provinciale, Savina Marelli, senza che quest'ultima debba rinunciare al proprio ruolo alla vetta del partito.

L'ipotesi del doppio incarico (assessore-segretario provinciale) è osteggiata da alcune frange interne al direttivo democratico, su tutti Fausto Tagliabue (ex segretario Cisl) il cui obiettivo è un avvicendamento con Marelli, qualora fosse indicata dal sindaco di Como come assessore.

savina-marelliPer Marelli, contrariamente alle ipotesi iniziali (le prime lo scorso anno), non si prospetterebbe la delega al Bilancio (vacante dopo le dimissioni di Giulia Pusterla e in mano al sindaco) ma quella al Personale, oggi in carico a Gisella Introzzi che è pure assessore al Commercio (non a caso contestata questa sera dai vertici del Pd a proposito di un paventato aumento delle tasse per i commercianti). Siamo nel campo delle ipotesi e delle congetture ma, se domani Alfieri dovesse far passare la candidatura di Savina Marelli, a breve potrebbe rappresentarsi uno scenario del tutto nuovo nell'esecutivo del Comune di Como. Una volta dato l'ok al segretario provinciale automaticamente verrebbe approvato l'ingresso di un altro nome pesante in giunta, quello di Paolo Frisoni (ex assessore negli anni '80, papà del 'girone' cittadino). Una volta entrati, i due squilibrerebbero ulteriormente il rapporto 50% donne, 50% uomini all'interno dell'esecutivo, equivalenza già messa in crisi dall'uscita di Giulia Pusterla.

Difficile dire, in questo (ipotetico ma non improbabile) scenario quali eventuali uscite dalla giunta saranno decise.

Di fatto però domani il Pd, evidentemente in crisi, si affiderà ai livelli più alti per arrivare a una soluzione. Quale che sia la scelta, la quadra Lucini a breve avrà una fisionomia diversa da quella conosciuta fino a oggi. Nonostante la parola 'rimpasto' (spesso interpretata come 'inciampo' se non 'fallimento') non piaccia a nessun sindaco.

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