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Gaddi all'Infedele di Lerner, dopo la puntata il Pdl pensa a una querela

L'assessore Sergio Gaddi, ospite ieri sera da Gad Lerner a L'Infedele (su La7), ha parlato della situazione del Pdl e della sua decisione di candidarsi sindaco con una sua lista. Apriti cielo. Già ieri sera si rincorrevano le reazioni ad alcune...

L'assessore Sergio Gaddi, ospite ieri sera da Gad Lerner a L'Infedele (su La7), ha parlato della situazione del Pdl e della sua decisione di candidarsi sindaco con una sua lista. Apriti cielo. Già ieri sera si rincorrevano le reazioni ad alcune sue dichiarazioni. Innanzitutto è stato presentato come il fondatore di Forza Como, che, però, è già stato depositita da Arturo Arcellaschi. Infatti, la lista di Gaddi in realtà si chiama Forza Cambia Como. Pino Zecchillo, segretario di Forza Como (poi confluita nella lista Patto per Como di Francesco Peronese) ha commentato: "Si è presentato con la sua ''faccia da schiaffi'' come il fondatore di ''Forza Como'' sapendo bene che non è vero! Infatti, la sua lista taroccata si chiama ''Forza Cambia Como''. Spero che gli elettori sapranno giudicare".

Ma come detto anche nel Pdl ci sono state reazioni molto negative ad alcune parole dell'assessore. Infatti, nel parlare delle primarie del Pdl che si sono svolte lo scorso 4 marzo Gaddi ha usato il termine "truccate", salvo poi chiosare l'espressione utilizzata per stemperarla. Il Pdl di Como ha fatto sapere che "nelle prossime ore i vertici del Pdl valuteranno se adire le vie legali nei confronti dell'assessore alla Cultura. La redazione di La7 scusandosi si è detta pronta a dare spazio all'informativa. Numerose le mail di protesta inviate alla redazione del programma di Gad Lerner".

Qui di seguito la lettera inviata dal pdl di Como alla trasmissione di Gad Lerner:

"In occasione delle primarie del PdL a Como, le cui modalità erano state concordate per tempo con tutti, il 4 marzo 2012 il candidato Laura Bordoli ha vinto con abbondante distacco contro il candidato Sergio Gaddi (1943 voti contro 1483). Per l'occasione, il metodo e il regolamento sono stati concertati dall'onorevole del PdL Valducci (viceresponsabile nazionale degli enti locali), dai vertici e dagli altri organi preposti, che per due giorni hanno mandato due ispettori a Como per verificare la regolarità di location e modus operandi, gestendo anche la fase di spoglio, alla presenza del coordinatore regionale Mantovani, dei due consiglieri regionali Rinaldin e Pozzi, oltre al vice coordinatore provinciale Tambini. Per tutto l'arco della giornata numerosi giornalisti locali e persino corrispondenti di testate nazionali, hanno testato la sicurezza del meccanismo di voto. Il sistema on line ideato dal PdL, infatti, caricato nei giorni precedenti con tutti i nomi degli iscritti alle liste di aventi diritto voto a Como, oltre a consentire il voto quindi ai soli effettivi elettori comaschi, non consentiva nemmeno il doppio voto (inserendo il nominativo a computer, il sistema inibiva una seconda registrazione). Per poter votare, dopo aver esibito un documento di identità, i comaschi venivano riconosciuti dai quattro incaricati (due per ogni candidato) chiamati ad accertare l'identità del votante. Un sistema a prova di qualunque truffa, dunque. L'organizzazione delle Primarie del PdL a Como, unico caso in Lombardia, ha così raccolto i complimenti, non solo dei vertici nazionali PdL, per la trasparenza e la precisione delle modalità adottate, che hanno prodotto un esito certo, leale e onesto. Inoltre, visto che il regolamento prevedeva almeno un seggio ogni 10.000 aventi diritto al voto, il PdL di Como, per eccesso di zelo e per dar la possibilità al maggior numero di persone, ha individuato addirittura 14 seggi, in modo da coprire ancor meglio tutto il territorio. Il risultato delle urne è stato indiscutibilmente a favore di Laura Bordoli. Dal momento di quell'esito, purtroppo, assistiamo al livore di una persona che, dimostrandosi poco uomo, non accetta la sconfitta (forse perché battuto da una donna?) e arrampicandosi sugli specchi racconta menzogne che ledono la dignità di tutti quelli che hanno ratificato il voto dei comaschi e degli stessi cittadini di Como che hanno sancito un esito indiscutibile. Il rinnovamento promosso dalla dottoressa Bordoli, candidato espresso dalla società civile, parte proprio da qui: dal voler mettere fine alle battaglie condotte non per gli ideali e i progetti della città bensì per le seggiole e le poltrone che, nonostante questo presunto dissenso proclamato, non vengono puntualmente abbandonate...".

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