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Frontalieri, arriva un tavolo politico di dialogo tra Italia e Ticino

Tutti ricordano la famosa campagna denigratoria "Bala i rat", che ha preso vita in Canton Ticino qualche tempo fa. Certo, i frontalieri sono spesso stati vittime di campagne di questo tipo, forse anche peggiori, volute da alcuni partiti politici...

Tutti ricordano la famosa campagna denigratoria "Bala i rat", che ha preso vita in Canton Ticino qualche tempo fa. Certo, i frontalieri sono spesso stati vittime di campagne di questo tipo, forse anche peggiori, volute da alcuni partiti politici elvetici che in odore di xenofobia. Non è certo facile risolvere una controversia di questo tipo in tempi di crisi, dove chiunque è alla ricerca di un untore o di un capro espiatorio che possa spiegare in modo semplicistico i motivi della recessione economica. Eppure, i rapporti di lavoro interregionale fra Svizzera e Italia sono antichi quanto proficui e per questo motivo si è cercato di proporre delle soluzioni che possano da un lato tutelare i frontalieri, dall’altro aiutare nello stesso tempo i territori coinvolti.

Il consigliere comunale di Como Luigi Bottone, ha raccolto la sfida: l’idea è quella di creare un tavolo politico di confronto tra gli amministratori provinciali comaschi e cantonali, le Organizzazioni sindacali dei due territori confinanti e le rappresentanze delle associazioni datoriali. Ma il tavolo di confronto non deve essere soltanto un posto fittizio, ma un organismo vero e proprio riconosciuto dalle istituzioni regionali e nazionali dei due Paesi, dove si possa realizzare un confronto serio su tutte le questioni interregionali in discussione. Naturalmente, dovrebbero farne parte anche alcuni rappresentanti dei governi nazionali debitamente incaricati del compito. E all’appello qualcuno ha risposto: i rappresentanti di CGIL e CISL, Claudio Pozzetti e Gian Marco Gilardoni, il sindaco di Como Stefano Bruni e il sindaco di Cantù Tiziana Sala, che stamattina sono intervenuti in conferenza stampa. "I frontalieri oggi sono oltre 60 mila e il trend sembra in crescita. Non è quindi un fenomeno transitorio", ha dichiarato Claudio Pozzetti. Il coinvolgimento dei territori interregionali fin’ora è avvenuto solo parzialmente. Ad esempio la decisione presa dal Consiglio di Stato ticinese di bloccare parzialmente il ristorno delle imposte alla fonte dei lavoratori frontalieri italiani è stata fatta propria dalla Svizzera ma ha visto le province confinanti come il soggetto che ha dovuto subire decisioni altrui senza avere però una voce in capitolo. Stefano Bruni ha dichiarato che "il sostegno a questo progetto da parte del comune è pieno". L’interlocutore di riferimento al tavolo progettuale dovrebbe essere la Regio Insubrica, organo territoriale che già vede al suo interno Enti e istituzioni del territorio di riferimento.

Irene Savasta
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