False cooperative a Como, la Cgil al Comune: "Alzare il livello d'allerta"

Il sindacato di via Italia Libera chiede a Palazzo Cernezzi un presa di posizione netta

Il territorio comasco coinvolto in inchieste su evasione fiscale e smaltimento illecito di rifiuti. "Uno scenario inquietante", lo definisce la Cgil Como, con riferimento, in particolare, all’inchiesta riguardante la creazione di false cooperative "allo scopo - precisa il sindacato - di godere di regimi fiscali e normativi più vantaggiosi per poi pilotarne i fallimenti e abbandonare i lavoratori al proprio destino".

"Restiamo sgomenti nell’apprendere che dietro al sottrarsi fraudoletemente al pagamento delle imposte, la bancarotta e il falso in bilancio, ci siano professionisti noti della città, tra cui anche alcuni nominati nelle società partecipate del Comune. A questo proposito, non si è ancora letta una dichiarazione netta da parte del sindaco e una presa di posizione chiara della giunta", aggiunge la Cgil comasca.

"Pochi giorni fa - continuano dal sindacato -, in un’iniziativa con il procuratore antimafia, dottoressa Dolci, si parlava di Como come la seconda provincia per densità mafiosa. Un territorio, quindi, particolarmente contaminato, che al momento non vede una necessaria reazione della politica e, al contempo, registra un’acquiescenza della società verso un pericolo sempre più palpabile".

"Quello che chiediamo - afferma infine il segretario Cgil Como, Giacomo Licata - è che il Comune si costituisca parte civile in merito alla vicenda della turbativa d’asta per il lido di villa Olmo. Non vogliamo e non possiamo correre il rischio di apparire indulgenti rispetto a questo scenario e alla gravità degli eventi. Riteniamo sia interesse di tutte le parti sociali e della politica alzare insieme il livello di allerta. Servono maggiori controlli, serve una revisione delle norme che regolano la costituzione di nuove cooperative, rafforzando le misure di controllo a monte e in itinere".

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