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Salvini: "Alla Casa del Fascio il più grande museo d'arte moderna, architettura e design del Nord Italia"

Secondo il programma del leader della Lega, il matrimonio s'ha da fare

Forse ai meno attenti osservatori della politica sarà sfuggito che un paragrafo del programma elettorale di Salvini Premier riguarda proprio la nostra città. Al punto 8, in tema di beni culturali, si legge: "Creazione a Como nel Palazzo Terragni e negli edifici adiacenti del più grande museo di arte moderna, architettura e design del Nord Italia”. Prima la rivista italiana Artribune e poi il network internazione The Art Newspaper, con sede a Londra e New York, hanno dato ampio risalto alla questione. Soprattutto il secondo media, proprio in questi giorni, ha dedicato alla ventilata "presa" del Palazzo del Fascio un ampio articolo in cui, oltre alla disamina politica sul fenomeno Lega, l'autrice del pezzo, Hannah McGivern, ha provato a chiedere, senza ottenere risposte, qualche informazione in più: ad esempio su cosa andrebbe in mostra nel nuovo museo di Como. 

Posto che in molti con buona ragione pensano che se mai l'ex Casa del Fascio dovesse diventare un museo non potrebbe che essere un museo di se stessa, la domanda è più che lecita e riapre il dibattito intorno a quello che resta uno dei siti architettonici più importanti di Como. Non è la prima volta che si parla di un museo d'arte moderna, ma anche data per buona questa suggestiva ipotesi, romane infatti da capire con quali opere e con i soldi di chi si potrebbe avviare un museo permanente. Perchè un contro è organizzare una mostra e un altro è riempire un nuovo museo con un valore artistico all'altezza del suo contenitore, tanto più se l'operazione coinvolgesse, come propone Salvini nel suo programma, anche gli edifici adiacenti. 
Alle boutade elettorali siamo abituati da decenni e quindi verrebbe da pensare che non dovremmo essere tanto preoccupati o tanto felici, a seconda di come la si pensi. Però, essendo tutt'altro che peregrina l'ipotesi di vedere nei prossimi mesi Salvini se non premier almeno ministro, è lecito pensare che la questione possa tronare a galla. Il destino dell'ex Casa del Fascio non sarà certo tra le priorita di un nuovo esecutivo di governo ma è bene che la città si faccia trovare preparata, magari con delle idee condivise e non imporvvisate. Senza dimenticare che anche Villa Olmo è ancora tutta da inventare. 

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