Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Si cercano evasori tra i genitori delle scuole paritarie. E' polemica

Il gruppo consiliare del Pdl in Comune a Como tuona contro l'amministrazione per avere intrapreso una lotta all'evasione fiscale che, stando a quanto dichiarato dal capogruppo Laura Bordoli (nella foto), parte dalla ricerca di evasori tra i...

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Il gruppo consiliare del Pdl in Comune a Como tuona contro l'amministrazione per avere intrapreso una lotta all'evasione fiscale che, stando a quanto dichiarato dal capogruppo Laura Bordoli (nella foto), parte dalla ricerca di evasori tra i genitori dei bambini delle scuole paritarie.

Secondo Bordoli si tratterebbe di un'azione che rischia di creare tensioni sociali: "Veniamo a conoscenza della nuova campagna predisposta dall'attuale amministrazione sulla lotta all'evasione, che guarda caso parte proprio dagli asili. Apprendiamo con sgomento che a firma del dirigente incaricato, è stata inviata alle scuole paritarie per l'infanzia una comunicazione con i quali vengono richiesti i nomi degli allievi iscritti, dal 2007 ad oggi, i nomi dei genitori sia famiglie che coppie di fatto nonché i costi di iscrizione e frequenza. Il tutto possibilmente in file excel. Su indicazione di chi? Con quale indirizzo di giunta o su indicazione dell'assessore?".

Per Bordoli "i fatto che il Comune partecipi allo sforzo alla lotta all'evasione è sicuramente un fatto doveroso, ma che il Comune si organizzi e si specializzi per esercitare funzioni per le quali esistono già organi specializzati dello stato quali la Guardia di Finanza, l'Agenzia delle Entrate, Equitalia ecc., rappresenta da un lato un'inutile duplicazione di funzione, in quanto il Comune dev'essere complementare a questi organi. Inoltre riteniamo questa iniziativa rischi di ingenerare, proprio perché l'operatività finisce con l'essere artigianale e orientata ideologicamente, tutta una serie di tensioni sociali nella comunità comasca in un periodo in cui tutto serve tranne che accrescere le tensioni. Un esempio per tutti è la decisione di aggredire uno degli elementi fondanti del vivere sociale garantito peraltro dall'art. 33 della Costituzione e cioè la libertà di scelta educativa".

Nell'intervento in sede di dichiarazioni preliminari lunedì scorso in consiglio comunale la capogruppo del Pdl ha aggiunto: "Marchiati come evasori preliminarmente e ideologicamente quegli elettori e quelle famiglie che hanno deciso di rinunciare ad altro per investire, nel pieno rispetto delle loro libertà , sull'educazione dei propri figli. Ma c'è di più : le scuole paritarie per l'infanzia svolgono una funzione sociale che il Comune non è in grado di garantire, perché non ha sufficienti strutture per soddisfare la domanda e accogliere tutti i nostri bambini. Quello che vogliamo dire è che chi sceglie di mandare i propri figli in una scuola diversa da quella pubblica e cioè di esercitare un diritto di scelta educativa, può essere oggetto di una caccia alle streghe solo da parte di amministrazioni che siano ideologicamente marcate su posizioni che vanno molto al di là di quelle che sono oggi di una sinistra progressista. E questo ci preoccupa, perché se da un lato la lotta all'evasione è e resta una priorità per l'Italia e per la comunità comasca che condividiamo, la decisione di questa amministrazione di fare della libertà educativa un indice discriminatorio per individuare gli evasori finisce inesorabilmente per marchiare coloro che stanno facendo una scelta di libertà con logiche sommarie che davvero non ci piacciono".

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