rotate-mobile
Sabato, 21 Maggio 2022
Elezioni comunali 2022

Rifondazione, Baggi e Tavecchio: "A Como la sinistra non c'è"

Strali su Barbara Minghetti e sulla coalizione di centrosinistra

Arriva non certo inaspettata come un fulmine a ciel sereno, la missiva aperta di Fabrizio Baggi, segretario regionale della Lombardia e Pierluigi Tavecchio, segretario provinciale di Rifondazione Comunista/Sinistra Europea. La lettera è indirizzata alla cittadinanza comasca in occasione della campagna elettorale 2022. Critiche feroci, senza sconti alla compagine di centrosinistra guidata da Barbara Minghetti con una amara conclusione. 

"Ci raccontano continuamente che aderiscono ai listoni di centrosinistra, all’interno dei quali ci sono e transitano organizzazioni e personaggi improponibili, al fine di “arginare le destre” ma come stanno davvero le cose?", si legge nella lettera. Alcuni dei temi toccati e criticati nella missiva sono, infatti, quelli cari al centrodestra. "Dov’è che si arginano le destre - continuano Baggi e Tavecchio - quando, è il caso di Milano, il centrosinistra vota a favore dell’inserimento del micidiale “taser” tra le armi in dotazione alle pattuglie di polizia locale facendo approdare, per la gioia della Lega, i decreti sicurezza di salviniana memoria nel consiglio comunale della fu Città medaglia d’oro alla Resistenza? Dov’è che si arginano le destre quando, è il caso di Como, un gruppo come Como Comune partecipa ad una coalizione che vede candidate e candidati facenti parte della peggior borghesia “turbocapitalista” cittadina e provenienti, in alcuni casi, da FdI e FI; ha il sostegno personale di un uomo della destra economica confindustriale come Carlo Calenda vede la partecipazione di forze politiche che hanno contribuito alla devastazione dello Statuto dei Lavoratori e in particolare dell’articolo 18, che hanno la responsabilità dell’ideazione e dei rinnovi degli accordi criminali con la Libia sulla pelle delle persone migranti, dei nuovi lager (i Centri di permanenza per il rimpatrio – CPR) e via discorrendo".
E ancora, Baggi e Tavecchio sottolineano altri aspetti della coalizione di Mingheti, sottolineando la critica al genere maschile utilizzato: "Ha una candidat(A) sindac(A), Barbara Minghetti, che, nel consiglio comunale uscente, prima si astiene sull’ipotesi di privatizzazione degli asili nido comunali, facendoci capire che, se dipendesse da lei, privatizzerebbe, e poi, insieme ai consiglieri del PD, non partecipa al voto consiliare sulla sciagurata ipotesi dell’autosilo Gallio ammettendo tra le righe di non essere contraria a portare centinaia di auto in pieno centro. Come si può chiedere, come ha fatto Como Comune, un voto per arginare le destre, quando si è disposti a tutto pur di provare a sedere su una sedia del Consiglio Comunale e, per questa ragione, si rinnegano i valori e gli ideali sempre sostenuti?".

E ancora: "La candidata Sindac(A) (continuiamo a nominarla al femminile anche se lei non lo fa) per Como – ha dichiarato che i modelli di amministrazione che rappresentano il gruppo che la sostiene sono quelli di Sala, Bonaccini, e Gori! Le persone di Como Comune ci stanno quindi dicendo (o non dicendo, visto che l’imbarazzato silenzio prosegue) che i modelli di amministrazione a cui guardano, loro che si sono autodefinite “uscita a sinistra per le prossime elezioni” – sono il regionalismo differenziato, gli sgomberi delle persone senza fissa dimora, i taser nelle mani degli agenti della locale, l’edificazione sfrenata, le privatizzazioni e le esternalizzazioni dei servizi?

Le accuse e le critiche proseguono: "È questo quindi il modo in cui si stanno muovendo a Como quelli che, più di un anno fa, hanno deciso di sciogliere definitivamente il progetto di alternativa ai poli esistenti che avevamo costruito insieme nel 2017 attraverso la costruzione della lista “La Prossima Como”? È attraverso questa scelta che Sinistra Italiana sta rimuovendo, dalla campagna elettorale nella nostra città capoluogo, le questioni della giustizia sociale, dei diritti dei lavoratori, del primato del bene comune sugli interessi speculativi dei privati, dell’accoglienza e della promozione sociale e spirituale di tutti e di tutte. Dal canto nostro non ci stiamo, non parteciperemo a questo gioco al massacro e visto che crediamo che la politica, quella vera, si faccia nelle lotte, nelle piazze, nei conflitti e nelle contraddizioni create dal neoliberismo, abbiamo deciso, non sentendoci rappresentati da nessuno, di non partecipare a questa campagna elettorale".

Infine: "Ci fermiamo un giro e lavoreremo con le persone, con le esigenze quotidiane di tutte e tutti ed alla costruzione di qualcosa di realmente alternativo, a partire dalle lotte nelle quali siamo quotidianamente. Non daremo quindi alcuna indicazione di voto quest’anno. Per noi quest’anno la sinistra nella competizione elettorale non c’è". 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rifondazione, Baggi e Tavecchio: "A Como la sinistra non c'è"

QuiComo è in caricamento