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Elezioni comunali 2022

Orsenigo replica a Michelini:"Mai dette le frasi che mi ha attribuito. Chi vota ha sempre ragione e va rispettato"

Il consigliere regionale del PD ribatte al professore della Normale in merito all'intervista rilasciata a QuiComo sull'esito delle elezioni

Riceviamo e pubblichiamo la lettera con la quale il consigliere regionale del PD ANgelo Orsenigo replica ad alcune affermazioni contenute nell'intervista del professor Luca Michelini pubblicata su QuiComo il 27 giugno.

Gentile Direttore,
Ho letto l’intervista che la sua testata ha fatto al professor Luca Michelini in merito al risultato elettorale di domenica che ha portato Alessandro Rapinese ad essere sindaco di Como. Mi stupiscono le affermazioni che il professor Michelini mi attribuisce e che non corrispondono a quanto da me detto durante una trasmissione di Espansione TV, nel commentare a caldo i risultati delle urne. Per chiarezza nei confronti dei suoi lettori e per correttezza nei confronti degli elettori di Como, vista la gravità delle affermazioni che Michelini erroneamente mi attribuisce, mi corre l’obbligo di puntualizzare, invitando il professore – che dice di aver preso appunti mentre assisteva alla trasmissione televisiva – a farlo con maggior attenzione la prossima volta.
In primis: «Angelo Orsenigo dice che non riesce a pensare e che la sconfitta è colpa dei vacanzieri»? Veramente, chi avesse attentamente ascoltato la trasmissione avrebbe sentito dire che proprio ragionando sull’esito del voto e sui dati dell’affluenza, non mi sembrava realistico pensare che il risultato fosse dipeso da un ipotetico spostamento di votanti di Minghetti al primo turno al candidato Rapinese al ballottaggio, tanto erano alternative le due proposte. Certo una parte degli elettori di Minghetti al primo turno non sono tornati ai seggi domenica: erano convinti che il risultato fosse già deciso, visto il distacco tra Minghetti e Rapinese il 12 giugno? Oppure hanno ritenuto che il loro compito si fosse esaurito con il primo turno? C’è stato dell’altro, nel confronto diretto tra i due candidati e le due proposte di città giunte al ballottaggio? Sono interrogativi che ci poniamo e ai quali tenteremo di dare una risposta. Sicuramente non ho mai neppure pronunciato nel corso della trasmissione la parola “vacanzieri” che mi viene attribuita e, che nella ricostruzione del professor Michelini, sottenderebbe una qualche forma di disprezzo verso gli elettori e le loro scelte che davvero non mi appartiene.
Ancora, secondo Michelini avrei continuato «dicendo che i vincitori non sono all'altezza»: in realtà quanto ho detto è che chiunque ha esperienze di governo sa che quando passi da minoranza a maggioranza è una cosa completamente diversa. Io nella campagna elettorale ho sentito più volte il sindaco Rapinese fare promesse che vanno messe alla prova dei fatti: attendiamo di vederlo all’opera, senza pregiudizi ma anche senza sconti, com’è giusto che sia per rispetto degli elettori che al Partito Democratico e al centrosinistra hanno democraticamente voluto attribuire il ruolo dell’opposizione. È quindi del tutto risibile, e lo contesto fermamente, che io abbia detto o anche solo pensato ciò che ulteriormente Michelini mi attribuisce («evidentemente i cittadini sono degli analfabeti, incapaci di capire chi hanno votato»).
Ultime considerazioni che il professore mi pone in bocca: «per Orsenigo Rapinese è antipolitica e se gli avversari fossero stati i partiti del centrodestra destra allora il ballottaggio sarebbe stato… “ad armi pari”! Orsenigo utilizza uno schema ritrito: sarebbe la “narrazione” oggi prevalente, antipartitica, ad aver fatto trionfare Rapinese. Ancora una volta la pochezza dei cittadini elettori, vittime degli affabulatori»: certamente è vero che ho detto che ho definito Rapinese come rappresentante dell’antipolitica, aggiungendo subito: dell’antipolitica intesa come antipartitismo. Suppongo che Rapinese stesso sottoscriverebbe questa definizione, visto che nelle battute di campagna elettorale precedenti al ballottaggio ha rivendicato ampiamente il fatto che il voto per lui avrebbe avuto il significato di eliminare da Palazzo Cernezzi anche il Partito Democratico, dopo il centrodestra. E perciò il confronto tra Rapinese e Minghetti non è stato ad armi pari, come invece sarebbe stato un confronto con il candidato di centrodestra Molteni: Rapinese, con l’abilità che gli è propria, ha utilizzato sia l’arma del suo antipartitismo, sia l’arma dello schieramento partitico, vale a dire la sua attrattività per chi da destra ma anche da sinistra tutto avrebbe voluto, fuorché vedere la coalizione del centrosinistra e il PD al governo della città. Ciò che mi resta oscuro è perché questa ricostruzione, che mi sembra prendere sul serio giudizi e considerazioni espressi dai cittadini, sia utilizzata dal prof. Michelini per accusarmi di considerare i cittadini elettori “vittime degli affabulatori”, come lui dice.
Cordiali saluti, 

Angelo Orsenigo
Consigliere regionale del Partito Democratico della Lombardia

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