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Martedì, 5 Luglio 2022
Elezioni comunali 2022

L'appello di Anpi ai candidati sindaco: le regole da applicare per una Como davvero anti-fascista

Per esempio negare spazi pubblici ad associazioni che non dichiarino di ripudiare il fascismo

La sezione di Como e la segreteria provinciale dell'Anpi hanno diffuso un appello ai candidati sindaci di Como per invitarli - chiunque sia di loro a governare la città nei prossimi cinque anni - ad applicare alcune regole che affermino ed esplicitino un indirizzo chiaramente anti-fascista. Ecco, nel dettaglio, cosa chiede Anpi.

1. Prevedere che gli spazi pubblici non siano concessi a organizzazioni, movimenti e associazioni che non sottoscrivano un protocollo in cui venga esplicitamente dichiarata l’adesione alla Carta Costituzionale e ai principi antifascisti in essa contenuti, inserendo tale protocollo nel regolamento comunale sulla concessione di spazi pubblici. Come conseguenza, si chiede che vi sia un chiaro impegno affinché non ci siano decisioni, concessioni, tolleranza e sostegno a iniziative di associazioni o soggetti comunque denominati che si rifacciano a fascismo, nazismo e altre forme di intolleranza politica e di razzismo.

2. Como città messaggera di Pace dovrebbe maggiormente favorire la diffusione tra i propri cittadini della cultura della Pace e della non violenza. Per questo la locuzione latina “Si vis pacem, para bellum” (se vuoi la pace, prepara la guerra) va sostituto con “Si vis pacem, para pacem” (se vuoi la pace prepara la pace). In questa prospettiva è utile che l’adesione del Comune di Como alle numerose associazioni italiane e internazionali attive sui temi della pace, dei diritti e della cooperazione internazionale Mayors for Peace, Associazione Internazionale Città Messaggere di Pace, Associazione comasca per la cooperazione internazionale, Coordinamento Nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani di Perugia, Coordinamento Comasco per la Pace si implementi con attività volte nella diffusione della cultura della pace e della non violenza.

3. Como è sede del Monumento della Resistenza Europea oltre che di numerose lapidi sparse nel territorio cittadino che ricordano i martiri e patrioti della Resistenza e dell’Antifascismo. La loro manutenzione non sempre è costante: la valorizzazione di queste significative memorie è indice di sensibilità democratica. Sono necessari quindi un progetto di riqualificazione del Monumento alla Resistenza Europea e dell’area limitrofa, che preveda una migliore illuminazione notturna e un migliore e più intuitivo accesso al monumento dai giardini circostanti e un programma di promozione e valorizzazione culturale e turistica dello stesso, anche attraverso la collaborazione con Associazioni ed Enti del territorio.

4. Nella toponomastica cittadina sono presenti vie e piazze dedicati a donne e uomini della Resistenza e dell’Antifascismo comasco. Da molti anni invece non vengono deliberate nuove titolazioni che riguardino i resistenti. Riteniamo opportuno e non più rinviabile procedere a nuove titolazioni a donne e uomini comaschi che hanno contribuito allo sviluppo della vita democratica della città. Inoltre, si chiede di verificare che nella medesima toponomastica non siano presenti soggetti legati al fascismo e al colonialismo, che non abbiano fatto ammenda delle loro scelte e di bloccare eventuali proposte in tal senso.

5. Nella biblioteca comunale e all’Istituto di Storia contemporanea Pier Amato Perretta sono conservati documenti, libri, pubblicazioni, materiali archivistici su vari supporti che testimoniano il movimento di Liberazione dal Nazifascismo e la storia Comasca dall’Unità d’Italia ad oggi. La loro conservazione necessità di spazi adeguati e investimenti per la digitalizzazione dei documenti che vengano opportunamente sostenuti dai bilanci comunali.

6. Promuovere iniziative culturali in collaborazione con le scuole cittadine, con particolare riferimento all’Antifascismo, alla Resistenza, nonché alla storia spesso rimossa del colonialismo, anche al fine di portare all'attenzione della popolazione, in modo particolare alle giovani generazioni, il problema dei nuovi fascismi e nuovi razzismi.

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