Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

È scomparso Antonio Spallino, il "sindaco dei comaschi"

Primo cittadino per 15 anni e olimpionico di scherma

È mancato questa notte, all'età di 92 anni, Antonio Spallino. 
Nato a Como il 1° aprile del 1925, tutti lo ricordano come "il sindaco dei comaschi", carica che ha ricoperto dal 1970 al 1985. In precedenza, dal 1965 al 1970, era stato assessore all'urbanistica. Avvocato, elegante, colto, nonchè campione olimpionico di fioretto, Spallino è stato innanzitutto un uomo delle istituzioni.
Non si è mai fatto travolgere dalla politica, poi abbandonata definitivamente nei primi anni '90, anteponendo sempre l'interesse della sua città, che infatti gli ha sempre voluto bene. Papà di Lorenzo, ex assessore all'Urbanistica delle giunta Lucini, Spallino porta con sè uno stile che nessuno ha dimenticato ma che in pochi hanno saputo seguire. Uno stile forse eredidato da uno degli sport più nobili al mondo, la scherma, in cui da giovane Antonio Spallino aveva ottenuto risultati prestigiosi.

Da atleta Spallino è stato infatti vincitore di una medaglia d'oro nel fioretto a squadre a Melbourne nel 1956 (con Luigi Carpaneda, Manlio Di Rosa, Giancarlo Bergamini, Edoardo Mangiarotti e Vittorio Lucarelli), una d'argento nel fioretto a squadre a Helsinki nel 1952 (con Giancarlo Bergamini, Manlio Di Rosa, Edoardo Mangiarotti, Renzo Nostini e Giorgio Pellini) e una di bronzo nel fioretto individuale ai giochi olimpici di Melbourne. Si è inoltre laureato campione italiano universitario di fioretto (1948), campione italiano assoluto di spada (1949), campione italiano assoluto di fioretto (1958), campione del mondo a squadre di spada (1949), campione del mondo a squadre di fioretto (1954) e campione del mondo a squadre di fioretto (1955).

Particolarmente significativo il ricordo su Facebook di Bruno Saladino, ex preside del Liceo Volta di Como: " Pensando a lui ricordo la leale e talvolta polemica dialettica politica che aveva caratterizzato in quegli anni il confronto tra le nostre famiglie e nostri partiti di riferimento. Ma pensando ad Antonio è soprattutto l'Ariosto che mi suggerisce un clima, una cifra, uno stile: "Oh gran bontà de cavallieri antiqui". 

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